Mar 18 Gennaio 2022 — 08:02

Tim, il fondo Kkr chiama a rinforzo per l’offerta anche Intesa e Unicredit



Gli americani in trattative per allargare il pool di istituti di credito a supporto dell’operazione, intanto il gruppo pensa alla governance e al nuovo piano stand alone che dovrebbe puntare allo scorporo della rete

Telecom consensus

Telecom (Tim) sempre sotto i riflettori con Kkr al lavoro sull’offerta, mentre il gruppo è concentrato sulla governance (il dg Pietro Labriola non è ancora entrato in cda) e sull’elaborazione del piano che sarà stand-alone e potrebbe prefigurare lo scorporo della rete.

Tim, Kkr chiama banche italiane nell’offerta

A tenere banco sono le varie indiscrezioni di stampa. Fra queste, si ipotizza che il fondo Kkr stia studiando un allargamento del consorzio bancario che sosterrà finanziariamente l’offerta per Tim. Lo scrive oggi il Sole 24 Ore. Dopo aver reclutato per la proposta tre colossi americani (Jp Morgan, Morgan Stanley e Citi), sarebbero ora in corso negoziazioni per l’ingresso di altre banche nel pool a supporto di Kkr, che attende il via libera per effettuare la due diligence.

Secondo i rumors citati dal giornale, fra gli istituti che starebbero discutendo le modalità di ingresso nel consorzio ci sarebbero Intesa Sanpaolo e Unicredit. Inoltre qualche altra grande banca italiana potrebbe scendere in campo.

Si tratta, spiegano fonti finanziarie, di un’attività di sindacazione portata avanti da Jp Morgan, che insieme alle due altre banche americane all’atto del lancio dell’offerta ha messo sul piatto una “confident letter” volta a coprire l’intero debito necessario all’operazione su Tim. Il private equity Kkr ha messo sul piatto 10,8 miliardi di euro per l’intero gruppo, in un’operazione che dà una valutazione complessiva della società di 33 miliardi includendo il debito netto.

Se dunque da un lato potrebbero aumentare le possibili “munizioni” per l’offerta, dall’altro lato Kkr sta cementando attorno a sé il consenso delle maggiori istituzioni finanziarie, sia estere sia italiane, scrive il Sole.

Tim al lavoro sul piano

Ieri sera intanto il presidente di Telecom Salvatore Rossi ha incontrato le Segreterie Generali di Slc Cgil e Fistel Cisl. All’incontro ha partecipato anche il direttore generale Pietro Labriola. Rossi ha raccolto l’appello per una stabilizzazione della governance aziendale, dopo le voci che indicavano nei giorni scorsi un board diviso sull’ingresso di Labriola come nuovo ceo.

Labriola ha confermato “come il momento esiga massima prudenza” e che sta lavorando all’aggiornamento del piano di impresa. Il manager ha evidenziato come il mantenimento dei livelli occupazionali e la sostenibilità complessiva del piano saranno due elementi portanti delle prossime mosse aziendali.

Il futuro capo azienda ha inoltre arruolato per il piano gli advisor Mediobanca e Vitale & Co., dopo che la società aveva già ingaggiato Goldman Sachs e LionTree per valutare la potenziale opa di Kkr e le possibili alternative strategiche. Un altro segnale di discontinuità, anche se Labriola sembra godere della fiducia dei due maggiori azionisti, Vivendi (24%) e Cdp (10%), quest’ultima proprio alla luce del dossier rete unica. Si profila invece un ricambio alla presidenza.

Tutti questi sviluppi fanno bene al titolo, che oggi recupera terreno in Borsa; alle ore 10,20 le azioni Telecom Italia segnano +2 43% a 0,4557 euro.

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