Mer 26 Giugno 2019 — 12:49

Tim, giù in Borsa dopo i conti in rosso con maxi svalutazione



Il board ha preferito non aspettare la fine dell’esercizio constatato il peggioramento del contesto competitivo sul mercato domestico. Salta il target sul debito

Conti in profondo rosso per Tim, che ha chiuso i primi nove mesi del 2018 con una perdita di 800 milioni dopo la svalutazione dell’avviamento domestico per 2 miliardi.

L’utile netto si sarebbe attestato a 1,2 miliardi di euro, ma la decisione di procedere con la svalutazione ha fatto deflagrare definitivamente la guerra di nervi tra il fondo Elliot, che ha conquistato la maggioranza in cda con il “ribaltone” dello scorso maggio, e il principale socio Vivendi (24%), che ora protesta con durezza. Il ceo Amos Genish, espressione della stesso azionista francese, si è allineato alla maggioranza del consiglio, votando a favore, mentre ci sono state due astensioni.

La rettifica è arrivata inusualmente al termine dei primi 9 mesi, senza aspettare la fine dell’esercizio, constatato il peggioramento del contesto competitivo sul mercato domestico, lo scostamento negativo di qualche centinaio di milioni rispetto all’Ebitda che era previsto a fine anno, e i tassi in crescita. La perizia è stata condotta dal professor Enrico Laghi, incaricato da Tim di eseguire l’impairment test.

Tim inoltre non ha confermato il target per fine anno di un rapporto tra debito ed ebitda di 2,7 volte, citando una maggiore competizione e i movimenti valutari. Il target già non teneva in considerazione la spesa per l’acquisto delle frequenze 5G.

I ricavi nei npve mesi sono stati pari a 14,2 miliardi (+1,1%). L’Ebitda organic è sostanzialmente stabile a 6,2 miliardi, beneficiando della spinta del Brasile (+12,5%) mentre a livello domestico segna -2,3%.

Vivendi affila le armi, ma sfuma per il momento la possibilità di una resa dei conti con Elliott in assemblea, visto che quella per la nomina dei revisori confluirà nell’assise sul bilancio del prossimo aprile. Lo ha deciso ieri il cda, che ha invece affrontato solo marginalmente il dossier cessioni che riguarda in primo luogo Persidera e Sparkle.

Gli analisti di Kepler Cheuvreux, che su Tim esprimono una raccomandazione buy con target price di 0,9 euro, sottolinea le “crescenti sfide operative” per il gruppo. Gli analisti di Equita (rating buy con prezzo obiettivo a 0,64 euro) guardano alla mancata conferma della guidance di 2,7 volte il debito/Ebitda, ricordando che la stima della Sim milanese era “già a 3 volte”.

In Borsa dopo i primi scambi le azioni del colosso italiano delle tlc sono in deciso calo ma non pesanti. Il titolo alle ore 9,18 segna -2,95% a 0,5262 euro con il Ftse Mib a -0,73%. In 6 mesi Telecom ha lasciato sul terreno circa il 40%.

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