Mer 26 Giugno 2019 — 12:49

Tim: Elliott sfida Vivendi e accelera su rete unica



Dopo la bocciatura del vecchio progetto da parte dell’Agcom, il fondo Usa va all’attacco: “Serve la creazione e la separazione di una rete unica, che possa creare valore per l’azienda e i suoi dipendenti, per gli azionisti e per il sistema Paese”

Tim Telecom News

Elliott attacca Vivendi e sfida l’azionista francese dopo la bocciatura del progetto di separazione volontaria della rete (di cui però Telecom manterrebbe la proprietà) da parte dell’Agcom.

Il fondo Usa, che esprime la maggioranza del cda ma fa i conti con il pressing di Vivendi (peraltro maggior azionista con circa il 24%) ha fatto riferimento oggi tramite un portavoce a un’accelerazione sulla rete unica, peraltro in vista del nuovo piano industriale che sarà licenziato dal board guidato da Luigi Gubitosi il prossimo 21 febbraio.

Per il fondo di Paul Singer il giudizio dell’Agcom “conferma che il progetto di Vivendi di mantenere l’intero capitale di NetCo in Tim non solo non crea valore per gli azionisti, ma è considerata insufficiente anche per un cambiamento del quadro regolatorio”. Elliott pertanto “ritiene che l’attuale cda debba intraprendere senza ulteriori ritardi i passi necessari per la creazione e la separazione di una rete unica, che possa creare valore per l’azienda e i suoi dipendenti, per gli azionisti e per il sistema Paese”.

Un’operazione che presupponesse una futura partecipazione mista nella rete di Tim e Open Fiber (la joint venture tra Enel e Cdp) dovrebbe avere però l’avallo dei due terzi dell’assemblea, per cui Vivendi sarebbe ago della bilancia.

Intanto nelle ultime ore è arrivato il taglio del target price su Tim sia da parte di Kepler Cheuvreux (da 0,9 a 0,65 euro, con raccomandazione confermata a buy) sia dagli analisti di Intermonte (da 0,8 a 0,65 euro).

Sul caso si sono soffermati oggi anche gli analisti di Equita (rating buy con prezzo obiettivo di 0,55 euro), i quali osservano fra l’altro come non si tratti di una vera e propria bocciatura, in quanto l’Agcom piuttosto “ritiene che la separazione legale non accompagnata da una modifica del controllo della NetCo (che nella proposta di Tim rimane al 100%) non sia sufficiente per una riduzione dei principali obblighi regolatori”.

La decisione finale di Agcom, secondo Equita Sim, dopo il periodo di consultazione, potrebbe quindi cambiare “se Tim presentasse un aggiornamento al piano di separazione della rete con una percentuale di possesso diversa dal 100%. Per avere una vera deregulation quindi sarebbe necessario lo spin-off oppure una quotazione con (forte?) diluizione del controllo, meno difficile da realizzare rispetto allo spin-off in caso di opposizione di Vivendi, visto che la decisione è presa dal Cda e non dall’assemblea”.

Alle ore 11,16 le azioni Telecom continuano a cedere terreno e segnano -1,99% a 0,4788 euro.

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