Lun 30 Gennaio 2023 — 09:40

Tim, debito in calo



Primo esame del cda sui conti 2022, mentre si attendono sviluppi sul dossier rete

tim labriola

Tim positiva in Borsa dopo le indiscrezioni su un moderato alleggerimento del debito a fine 2022. In attesa di sviluppi sulla rete nazionale il cda di Telecom Italia, “orfano” del consigliere dimissionario Arnaud de Puyfontaine, si è riunito ieri anche per un primo esame dei conti dell’esercizio.

Tim, debito più leggero

Secondo quanto è trapelato dal cda Tim, il debito, la spina nel fianco del gruppo, si sarebbe ridotto a circa 20 miliardi di euro.

Piu in dettaglio, l’ad Pietro Labriola e la sua prima linea hanno presentato i numeri che verranno portati all’approvazione il 14 febbraio. E l’indebitamento, che nel terzo trimestre era salito per la maxi rata finale da 1,7 miliardi legata alle frequenze 5G, negli ultimi mesi dell’anno è stato ridotto di circa 100 milioni. Il debito netto after lease è quindi previsto intorno a 20 miliardi, meglio delle attese.

A seguire la riunione del board ha messo a fuoco i diversi dossier aperti e Labriola ha presentato a grandi linee il piano 2023-25 che verrà svelato il 15 febbraio alla comunità finanziaria. Il tema dela successione del consigliere Arnaud De Puyfontaine, il ceo di Vivendi che a sorpresa ha lasciato il board, è stato affidato al Comitato nomine.

Governo e tlc

Intanto ha preso il via il ciclo di incontri promosso dal sottosegretario Alessio Butti al Dipartimento per la trasformazione digitale che coinvolge gli operatori delle tlc e le associazioni di categoria. È iniziato con quattro delegazioni che sono state ricevute oggi (tra queste quella di Tim e di Fastweb) e altri 8 incontri sono stati programmati per mercoledì della settimana prossima (tra i big sarà la volta di Vodafone, WindTre e Iliad), secondo un modello “one-to-one”. Le possibili misure da mettere in campo sono diverse, fra cui la classificazione di azienda energivora anche per le tlc per poter accedere alle misure di sostegno, un aumento dei limiti elettromagnetici, l’alleggerimento dell’Iva al 10%, gli incentivi per migrare dal rame alla fibra, i voucher alle imprese e non ultimo il tema degli Ott e del cosiddetto fair share, ovvero la possibilità che i giganti del web facciano la loro parte nel finanziamento dell’infrastruttura europea per la banda larga.

Il sottosegretario Butti ha ascoltato e condiviso le preoccupazioni evidenziate dalle aziende, il nodo ora sembra essere quello delle coperture. Quella sull’Iva, calcolano gil analisti, stimata dal Mef a un costo di circa 550 milioni avrebbe un impatto positivo potenziale stimabile del 2-3% dell`Ebitda domestico Tim, ipotizzando che gli operatori siano in grado di trattenere la metà del beneficio, trasferendo l`altra metà al cliente finale. Con gli sgravi sui consumi di energia e un extra credito fiscale del 10% Tim potrebbe avere un ulteriore risparmio dell`ordine del 1% dell`Ebitda domestico se il beneficio sarà esteso su tutto l`anno.

Le ultime sulla rete Tim

Gli incontri sulle tlc proseguiranno mercoledì prossimo, lo stesso giorno in cui è previsto un nuovo appuntamento del tavolo tra governo e azionisti di Tim al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. In quella sede si tornerà a discutere con Vivendi (24% di Telecom) e Cdp (10%) sul futuro della rete Tim.

L’ipotesi più gettonata al momento è la creazione di una newco controllata dalla Cassa e partecipata da Macquarie che rilevi la Netco, ma nulla è deciso.

A Piazza Affari alle ore 9,28 le azioni Telecom Italia segnano +1,83% a 0,261 euro, in cima al Ftse Mib che cede lo 0,4%.

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