Mer 18 Settembre 2019 — 12:09

Tim, Elliott al contrattacco: clima rovente in vista dell’assemblea



Si accende sempre di più il fronte tra Vivendi ed Elliott dopo le contestazioni del collegio sindacale. il presidente Conti si difende mentre la Cdp è sempre più vicina al suo obiettivo di arrivare al 10% del capitale

Tim telecom news

Titolo Telecom in leggero rialzo a Piazza Affari mentre il clima si fa sempre più rovente in vista dell’assemblea del 29 marzo prossimo. L’ultimo episodio è di stamani, con il fondo Elliott (8,8% del capitale di Tim) passato al contrattacco dopo le bordate di Vivendi (23,9%).

L’atmosfera è tornata a mostrare toni rosso fuoco a partire da venerdì con il comunicato del collegio sindacale, cui ha fatto seguito una risposta piccata del presidente Fulvio Conti e un nuovo botta e risposta tra Vivendi ed Elliott. Il tutto mentre la Cdp ha comunicato di essere ormai arrivata a un passo dall’obiettivo del 10% del capitale: è salita fino all’8,7% e ha quindi tutto il tempo per presentarsi in assemblea con una partecipazione più che doppia rispetto a pochi mesi fa.

Tim, la relazione dei sindaci tira in ballo Conti

Tornando a venerdì, è stata pubblicata la relazione dei sindaci avviata dopo le denunce di Vivendi e l’esposto del consigliere di amministrazione Arnaud de Puyfontaine su diversi argomenti legati alla governance. Per il collegio il presidente Conti non avrebbe fornito le stesse informazioni a tutti i consiglieri nel medesimo momento, ma solo ad alcuni consiglieri legati a Elliott. I sindacati, nel dare ragione ai francesi, parlano esplicitamente di “asimmetrie informative” nelle riunioni preparatorie al cda del 13 novembre scorso, tese a privilegiare il socio americano negli eventi che portarono al licenziamento dell’ex ad Amos Genish.

Le contestazioni sono state respinte da Conti, che in un’intervista a Repubblica ha sottolineato di non aver “favorito Elliott” e respinto con “fierezza e cognizione di causa” tutte le accuse, ma intanto rappresentano un assist per Vivendi che è tornata ad attaccare ancora una volta il fondo americano.

Vivendi attacca il presidente Telecom

I francesi, titolari del 24% circa di Telecom, tornano ad accusare pesantemente Conti lanciando una campagna per perorare la loro richiesta di revoca del Cda. “Le irregolarità nella governance di Telecom Italia – scrive Vivendi – evidenziate dal report del Collegio sindacale rafforzano la volontà di Vivendi di richiedere il ritorno ad un consiglio di amministrazione più equilibrato” per ristabilire “le condizioni e tutele di governance necessarie per permettere una corretta gestione dell’azienda”.

“Non si può più fare valido affidamento sull’indipendenza del Presidente e membro del cda di Tim attualmente in carica, avendo questi deliberatamente favorito i Consiglieri nominati da Elliott, nonché tentato occultare la propria condotta”, concludono da Parigi scatenando la reazione degli americani.

Il contrattacco degli americani

“Vivendi – replica infatti stamani il fondo Elliott – ha dimostrato che i suoi interessi non sono allineati a quelli degli stakeholder di Tim”, evidenza Elliott, invitando gli azionisti a “sostenere il Consiglio indipendente in carica”. I francesi hanno “lanciato un’incessante serie di aggressivi attacchi nei confronti della società, del Consiglio e degli altri stakeholder”, sin dalla sua sconfitta 10 mesi fa in una “storica votazione” in cui “la stragrande maggioranza degli azionisti Tim non legati a Vivendi ha votato per il cambiamento dopo anni di condotte abusive da parte di un Cda controllato dal gruppo francese e che rispondeva agli interessi di un unico azionista” e ha votato per “liberare Tim dal controllo di Vivendi” scegliendo “di nominare persone indipendenti, credibili ed esperte quali nuovi amministratori”. E “nel fare questo, Vivendi sta pregiudicando le possibilità che il nuovo management possa ricondurre la società sui binari della stabilità e della normalità”.

“Vivendi – prosegue Elliott – si è rifiutata di intrattenere con Elliott un dialogo costruttivo, si è opposta lo scorso anno alla giustificata revoca delle deleghe all’ad Amos Genish, da Vivendi stessa sostenuto, e ha ripetutamente minacciato incessanti battaglie assembleari finché non sarebbe riuscita a riguadagnare il controllo della Società. Tutto questo è coerente con il consolidato disprezzo per le più elementari regole di corporate governance che caratterizza Vivendi e il suo azionista di controllo Vincent Bolloré”.

Elliott crede che “non sia possibile sostenere i candidati proposti da Vivendi, che non sono autenticamente indipendenti, e che un voto in loro favore semplicemente riconsegnerebbe il controllo della società a un Gruppo che si caratterizza per dimostrati conflitti di interessi, operazioni con parti correlate e una lunga storia di distruzione di valore per gli azionisti di Tim. Elliott crede che sia il momento di dare a Tim e al suo Cda indipendente stabilità e spazio di manovra per portare avanti la sua strategia, per arrivare a quella riorganizzazione di cui c’è gran bisogno e per arrivare in modo sostenibile alla creazione di valore per gli azionisti. È ora che Tim si lasci alle spalle la dannosa gestione del passato e ribadisca la sua decisione di guardare con fiducia al futuro. È ora che Tim diventi, come afferma il suo nuovo a.d., ‘una società normale'”.

A Piazza Affari il titolo Tim non sembra comunque risentire delle ultime baruffe: alle 9,34 segna un rialzo, per quanto marginale, dello 0,11%.

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