Mar 19 Marzo 2019 — 00:25

Telecom, le quattro richieste avanzate da Elliott



Indiscrezioni sull’incontro svoltosi a Londra con l’Ad Genish. Oggi intanto il summit con i sindacati

(Aggiornato dopo la chiusura di Borsa) – Gli emissari del fondo Elliott, impegnato a scalare l’azionariato di Telecom per sfidare i francesi di Vivendi, avrebbero avanzato al gruppo guidato da Amos Genish quattro richieste.

L’occasione per avviare una sorta di negoziato è stato l’incontro svoltosi a Londra nell’ambito del road show di Tim per la presentazione del piano. Queste, secondo quanto riporta stamani il Messaggero, le richieste messe sul tavolo: scissione proporzionale della rete con attribuzione ai soci Telecom Italia delle quote di NetCo, la newco all’interno della quale è destinata la rete; conversione subito delle azioni di risparmio; dividendo straordinario; infine governance.

Alla riunione avrebbero partecipato lo stesso Ad Amos Genish, il Cfo Piergiorgio Peluso e il responsabile delle investor relations Alex Bolis; dall’altra parte Gordon Singer, figlio di Paul, fondatore del fondo Elliott, e Giorgio Furlani, esponente del fondo stesso. Guardando alle richieste di Elliott, qualora fosse accolta quella relativa all’assegnazione proporzionale ai soci Telecom delle azioni NetCo, Vivendi avrebbe diritto al 23,9% mentre Elliott alla quota che andrà a rendere nota al mercato entro giovedì. Il Cda sarebbe nominato in accordo fra Vivendi ed Elliott e la società vedrebbe poi l’eventuale fusione con Open Fiber per consentire l’ingresso nel capitale di Enel e Cdp.

La conversione delle risparmio, bocciata da Vivendi a dicembre 2015, vedrebbe il socio francese diluirsi al 16%, ma sarebbe apprezzata dal mercato che vede nelle risparmio uno strumento finanziario barocco: Intesa Sanpaolo le ha convertite di recente. Nonostante Vivendi resti contraria, il mercato scommette sulla conversione (lo sconto fra i due titoli è arrivato a scendere al 13%).

Quanto al dividendo, secondo Elliott non ci sono motivi ostativi alla distribuzione, anche perché i target di free cash flow del piano 2018-2020 (4,5 miliardi) sono considerati troppo conservativi. Ma è sul fronte della governance che la situazione è fluida. Elliott, scrive il quotidiano romano, avrebbe aperto a un rinnovo “concordato” del cda, senza esponenti stranieri ma solo italiani di provato standing internazionale.

Sabato scorso è stata convocata ufficialmente l’assemblea del prossimo 24 aprile e si attendono ora entro i 10 giorni canonici le mosse di Elliott, nonché i chiarimenti sulla posizione costruita dal fondo nel capitale della società delle tlc (entro giovedì sera appunto). Intanto Tim ha ufficializzato ieri sera la nomina di Stefano Siragusa quale nuovo chief infrastructures officer. Siragusa, già Ceo di Ansaldo Sts e attualmente senior partner di Bain & Company, eserciterà i poteri provvisoriamente affidati ad interim, lo scorso 6 marzo, allo stesso Ad Amos Genish.

L’appuntamento chiave è però oggi sul fronte sindacale, con l’atteso incontro fissato per oggi sul piano di ricambio generazionale e le sigle coinvolte Uilcom, Fistel Cisl e Slc Cgil che potrebbero proclamare lo stato di agitazione, come riferito di recente a Finanza Report.

A Piazza Affari intanto il titolo Telecom cede oggi altro terreno con un -2,4% a 80 centesimi.

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