Dom 17 Febbraio 2019 — 15:46

Telecom, al via la conta per l’assemblea



I piccoli azionisti premono per un fronte comune fra Elliott e Assogestioni per arginare Vivendi in vista dell’assemblea del 24 aprile che rinnoverà il collegio sindacale e di quella del 4 maggio per il cda

Sono settimane decisive queste per il riassetto degli equilibri di forza interni a Telecom, man mano che ci si avvicina all’assemblea degli azionisti prevista per il 24 aprile. In quell’occasione verrà eletto il nuovo collegio dei sindaci, prodromo del successivo rinnovo del consiglio d’amministrazione del gruppo di telecomunicazioni. E poiché le liste per i sindaci devono essere depositate entro questo venerdì, 30 marzo, si fanno febbrili i contatti e gli appelli, come quello dell’Asati, l’associazione che riunisce i piccoli azionisti Telecom, perché si contrasti l’egemonia della società francese Vivendi, che col suo 23,9% di azionariato detiene la maggioranza relativa nel pacchetto.

Da giorni l’Asati ha iniziato a puntare sul fondo d’investimenti americano Elliott, attualmente sul 5%, come possibile contraltare dei francesi, purchè si appoggi ai fondi di Assogestioni per fare causa comune. Nelle ultime ore è stato diffuso un comunicato in cui il presidente di Asati Franco Lombardi spiega: “Asati prende le distanze dalla gestione di Vivendi e invita Assogestioni, Elliott, tutti i fondi che hanno investito in Tim e in questi anni hanno visto deluse le loro aspettative, a ripensare alla corporate governance della Società e a presentare alla prossima Assemblea un’ unica lista per il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale”.

In sostanza, i piccoli azionisti, che rivendicano di detenere una quota di circa l’1% delle azioni Tim, quota in sé limitata, ma che può fare da ago della bilancia, si oppongono all’idea che Vivendi continui a governare Telecom contando su un quarto delle azioni totali, “col rischio che i suoi interessi prevalgano su quelli della Società”. Perciò chiedono un patto di desistenza fra Assogestioni ed Elliott perché si arrivi, per cominciare, a un’unica lista di sindaci in vista dell’assemblea di fine aprile.
A tal proposito, varie indiscrezioni parlano di contatti in corso in queste ore fra il fondo statunitense e quelli italiani, proprio per definire una scelta del genere entro la scadenza di venerdì. Nello specifico, i vertici di Assogestioni sarebbero riuniti proprio oggi per discutere questi sviluppi.

Tutto ciò è preparatorio per la successiva assemblea, il 4 maggio , in cui verrà rinnovato il consiglio d’amministrazione, e per la quale il termine di presentazione di liste è il 9 aprile. Il tutto mentre ci sono otto consiglieri in quota Vivendi che hanno dato o annunciato le dimissioni. C’è in ballo anche la richiesta da parte di Elliott di far inserire nell’ordine del giorno dell’assemblea di aprile la sua richiesta di revoca di sei consiglieri espressi da Vivendi, facendone votare altrettanti propri, richiesta che è stata cassata dal cda a maggioranza Vivendi, ma su cui deve esprimersi anche il collegio sindacale.

Se i sindaci si esprimessero nel senso voluto da Elliott, cioè sostituendo con sei consiglieri vicini al fondo USA quelli di Vivendi dimissionari, il cda con i nuovi entrati resterebbe in carica fra il 24 aprile e il 4 maggio. Vivendi invece, per ora, non ha modificato l’ordine del giorno per il 24 aprile, tendendo a lasciar fuori i sei proposti in via provvisoria da Elliott. In prospettiva, c’è da dire comunque che sia Vivendi, sia Elliott, punterebbero a mantenere l’attuale amministratore delegato, l’israeliano Amos Genish, sebbene supportato da consiglieri di differente estrazione.

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