Mar 07 Febbraio 2023 — 02:36

Tassi Bce: impatto più duro in Borsa per Tim, Nexi e alcune utilities fra cui Enel



Faro del mercato sui titoli più esposti in termini di debito e costi più alti di finanziamento

bce previsioni

Quale sarà l’impatto dei tassi Bce in salita sulle singole azioni e settori in Borsa?

Il mercato ha acceso un faro sui titoli più esposti in termini di debito e che ora dovranno sopportare costi più alti di finanziamento.

Tassi Bce: impatto in Borsa

Fra i titoli più esposti all’andamento dei tassi Bce, da poco alzati a 1,25% e destinati verosimilmente a ulteriori ritocchi, ci sarebbero Telecom Italia (Tim), Nexi e alcune utilities fra cui un colosso del calibro di Enel.

E’ quanto emerge da un’analisi pubblicata oggi dal quotidiano La Repubblica, che fornisce “un quadro delle aziende del Ftse Mib che hanno debiti superiori a tre volte il margine operativo lordo, un livello considerato limite”.

Finanziarsi costerà di più, così come investire a debito, e ciò rende meno conveniente fare acquisizioni (che tuttavia potrebbero consentire di rifarsi con i potenziali benefici di tali operazioni).

Consensus Factset

Stando al consensus del mercato di FactSet, citato nella ricostruzione di stampa, per le utility e le società di servizi la questione è più critica. Diverso è il caso delle aziende di infrastrutture come Snam (qui i debiti 2022 sono stimati a 6,7 volte il mol – margine operativo lordo), Italgas (5,6 volte), Terna (5,4 volte) e Inwit ( 5 volte), dove la leva è garantita da contratti sicuri e di lungo termine, e dove gli investimenti sono remunerati in tariffa (Rab).

Telecom Italia, si legge ancora, chiuderà l’anno con un rapporto tra debiti e mol pari a 4,1 volte e con la recessione alle porte potrebbe trovarsi ad affrontare un 2023 peggiore delle attese. In ogni caso Tim ha appena ottenuto un prestito Sace da 2 miliardi, che insieme alle linee di credito in essere gli permette di far fronte alle scadenze di medio termine.

Anche Nexi (3 volte) rischia di essere sotto pressione, se la potenziale recessione dovesse impattare significativamente il volume delle transazioni delle carte. Fra le utilities a rischio: Enel (con debiti attesi a 3,3 volte i margini 2022), passando per A2a (3,3 volte) ed Hera (3 volte), perché con la crisi aumenta il rischio che la gente non riesca a pagare le bollette.

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