Lun 30 Gennaio 2023 — 09:30

Spunta ipotesi di un fondo tra Fondazioni e Casse per rilanciare l’economia



Il governo studia l’iniziativa: capitale “paziente” per puntellare le aziende, il Pnrr non basta

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Un fondo tra fondazioni bancarie e casse di previdenza per rilanciare l’economia Punto d’iniziativa secondo indiscrezioni di stampa e allo studio del governo che potrebbe prendere una decisione in merito entro fine mese.

Fondo Fondazioni Casse

L’idea di un fondo tra fondazioni e casse, con queste ultime particolarmente attive negli ultimi tempi soprattutto nel capitale degli istituti di credito, ma non solo, nascerebbe dalla constatazione che i fondi del Pnrr non basterebbero a rilanciare l’economia italiana dopo lo choc pandemico ed energetico. Il nuovo strumento, secondo quanto anticipa oggi il quotidiano MF-Milano Finanza, salverebbe la forma di un fondo di investimento chiuso riservato a fondazioni di origine bancaria e casse di previdenza.

Il veicolo, la cui gestione sarebbe affidata a una sgr, si muoverebbe come un vero e proprio private equity, entrando nel capitale delle aziende, avviando processi di turnaround e liquidando poi la partecipazione dopo qualche anno. Il tutto però con un profilo meno aggressivo rispetto a quello dei fondi tout court e aspettative di rendimento più contenute.

Capitale paziente

L’ottica sarebbe quella del capitale paziente in linea cioè con quello che dovrebbe essere l’approccio di investimento delle fondazioni e delle casse. Con alcuni di questi soggetti, secondo la ricostruzione di stampa, sarebbero state avviate discussioni con l’obiettivo di sondare il livello interesse per il progetto. Per il momento però nessuno si sbilancia, soprattutto nei grandi enti del Nord, dove è fresco il ricorso del fondo Atlante e delle perdite prodotte.

L’obiettivo, ambizioso, è una raccolta di circa 30 miliardi di euro. La Cdp non sarebbe della partita, probabilmente anche per i vincoli statutari che le impediscono di investire in società in perdita. Quanto ai tempi del progetto, una fonte fa sapere al giornale che il fattore dirimente sarà la scelta del nuovo direttore generale del Tesoro. “La premier Giorgia Meloni è intenzionata a sostituire Alessandro Rivera, in sella dal 2018, anche se per il momento l’esito della partita non è scontato”. La decisione comunque andrà presa entro il 24 gennaio, termine ultimo dettato dalla legge.

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