Lun 25 Maggio 2020 — 15:53

Sorprese Consob: Unipol in Mediobanca e la Cina su Eni



Le partecipazioni emergono in virtù delle nuove soglie fissate all’1% (dal 3%) per le società a maggior capitalizzazione e al 3% (dal 5%) per quelle minori

unipol mediobanca

Emerge qualche sorpresa dalla fotografia dell’azionariato delle 48 società di Borsa Italiana protette dallo scudo schierato della Consob in piena emergenza coronavirus. Una di queste riguarda la partecipazione di Unipol nel capitale di Mediobanca, ma non è la sola.

Unipol, Mediobanca sotto i riflettori

La Consob, a difesa della trasparenza in mezzo alle forti turbolenze innescate dai timori legati al Covid-19, ha introdotto infatti nuove soglie rilevanti sui 48 titoli in questione.

La Commissione ha dato 10 giorni di tempo per far emergere le partecipazioni secondo le nuove soglie fissate all’1% (dal 3%) per le società a maggior capitalizzazione e al 3% (dal 5%) per quelle minori, un termine che scade alla mezzanotte di oggi e Consob avrà poi altri 5 giorni di tempo per renderle pubbliche.

Ma alcuni dati sono stati aggiornati volontariamente prima, come la quota del 1,956% costruita da Unipol in Mediobanca, attraverso UnipoSai Assicurazioni.

Si tratta di una “partecipazione finanziaria”, frutto di “acquisti nel 2019”, hanno chiarito all’agenzia Ansa fonti vicine al gruppo bolognese. Ma non mancano interpretazioni “complottiste”, considerato che Mediobanca controlla con il 13% Generali, rivale della stessa Unipol.

Fondazioni in manovra

Inoltre vengono citati i buoni rapporti fra il management di Unipol e Piazzetta Cuccia nati in occasione dell’acquisto di Fonsai da parte della compagnia bolognese.

Unipol, secondo gli ultimi aggiornamenti, vanta poi una quota in Rcs al 4,891%.

Restando nell’ambito finanziario, la Fondazione Carisbo spunta nel capitale del Banco Bpm con una quota dell’1,474%, che per l’ente si va sommare alla storica partecipazione detenuta nel capitale di Intesa Sanpaolo.

Inoltre la banca Piazza Meda schiera CariLucca con l’1,24% e l’Ente Nazionale previdenza dei medici con l’1,95%.

cina banca centrale eni

People’s Bank of China

Eni e la banca centrale cinese

Last but not least, la Consob alza il velo su partecipazioni estere nei campioni nazionali italiani come Eni e Leonardo, gruppi strategici in cima alle preoccupazioni di quanti temono scalate straniere.

Nell’Eni è presente con una quota dell’1,014% la banca centrale cinese (People’s Bank of China – Pboc). In tema di banche centrali, nell’ex Finmeccanica emerge l’1,013% di Banca d’Italia.

L’immancabile Norges Bank detiene l’1,643% di Terna e l’1,377% di Atlantia ma anche lo 0,86% di Salini Impregilo.

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