Dom 26 Settembre 2021 — 02:21

Salini Impregilo e Astaldi in rally dopo l’offerta per il salvataggio: ecco i dettagli



Finalmente si sblocca la partita del salvataggio del gruppo da mesi in concordato preventivo. Con l’offerta del general contractor Astaldi può ora presentarsi al Tribunale di Roma

astaldi assemblea

Titolo Salini Impregilo in rally a Piazza Affari dopo aver sciolto finalmente le riserve su Astaldi.

Il general contractor ha in particolare presentato “un’offerta per un potenziale investimento in Astaldi che, se accettata, andrà a supporto della proposta di ‘continuità diretta’ con cui Astaldi richiederà l’ammissione alla procedura di concordato preventivo”.

La proposta includerà un piano economico-finanziario per il ritorno in bonis con la continuità delle attività EPC e lo scorporo degli asset non-core (tra cui, in particolare, il ramo concessioni con i progetti relativi al terzo ponte sul Bosforo, l’autostrada Gebze-Orhangazi-Izmir e l’Etlik integrated health campus in Turchia, l’Aeroporto di Santiago e l’ospedale Felix Bulnes in Cile, il credito in Venezuela e l’immobile della sede centrale di Roma) in una distinta società destinata a beneficio esclusivo dei creditori chirografi.

Astaldi, i dettagli dell’offerta di Salini Impregilo

Il piano includerà inoltre un aumento di capitale per cassa di 225 milioni di euro, per il 65% del capitale di Astaldi, riservato a Salini Impregilo, destinato in parte al pagamento dei debiti privilegiati e prededucibili e in parte a servizio del piano di continuità, con attribuzione di una quota di controllo “post esdebitazione concordataria, e la soddisfazione parziale dei creditori chirografari con l’attribuzione in loro favore di azioni e strumenti finanziari partecipativi”.

I creditori chirografari diventeranno quindi anche soci del gruppo, convertendo in azioni i propri crediti, con una percentuale complessiva pari al 28,5 % del capitale sociale risultante all’esito dell’operazione di ricapitalizzazione. Agli attuali azionisti, ovvero Fin.Ast e Fidelity Investments, rimarra’ il 6,5%, di cui 3,3% in mano alla holding della famiglia Astaldi.

Salini ha posto però posto precise condizioni vincolando la proposta “al positivo esito della proposta concordataria Astaldi, al conseguimento delle necessarie autorizzazioni di legge, all’assenza di eventi che mettano a rischio la fattibilità del piano economico-finanziario di continuità di Astaldi, al contributo di co-investitori di lungo periodo partecipando all’aumento di capitale a pagamento attraverso proprie risorse finanziare e alla disponibilità del sistema bancario a concedere ad Astaldi le linee di credito, per cassa e firma, necessarie nel contesto della stabilizzazione finanziaria e operativa della società prevista dal piano concordatario”.

Astaldi-Salini, il possibile ruolo della Cdp

A proposito dei co-investitori di lungo periodo non va trascurato quanto affermato da Fabrizio Palermo, ad di quella Cassa Depositi e Prestiti più volte tirata in ballo nella partita. “Il nostro eventuale coinvolgimento può avere significato solo nell’ambito di una operazione di sistema, insieme a banche e partner industriali. Occorre una operazione complessiva che, a determinate condizioni, potremmo valutare”, ha dichiarato al Sole 24 Ore.

Tra l’altro non sono previsti impegni o oneri a carico del gruppo guidato da Pietro Salini prima dell’omologa della proposta concordataria Astaldi. L’operazione presuppone inoltre che, in pendenza della procedura, Astaldi mantenga sufficiente finanza interinale e dia attuazione ad alcuni presidi gestionali interni (anche con la nomina di un Chief Restructuring Officer di comprovata professionalità) a garanzia di tutti gli stakeholder e a presidio della fattibilità dell’operazione secondo la migliore prassi di mercato per contesti similari.

La risposta di Astaldi non si è fatta comunque attendere visto che l’offerta è stata già allegata al piano concordatario da consegnare entro oggi al Tribunale di Roma. Il Cda ha infatti approvato la presentazione del piano, basato su una “manovra finanziaria” definita “coerente” con la proposta di Salini Impregilo. Del resto il gruppo da mesi in concordato preventivo “ritiene che la proposta concordataria sia conveniente per i creditori e consenta di salvaguardare il valore e il know-how dell’azienda”. Del resto, in tal modo, si evita il rischio di finire sotto le maglie dell’amministrazione straordinaria.

Quanto comunicato dai due gruppi, oltre a risolvere lo stallo degli ultimi giorni, cancella una serie di incertezze che hanno influito sui corsi azionari delle due aziende e infatti il mercato sembra apprezzare. Alle 9,24 le azioni Salini Impregilo guadagnano il 4,45% a 1,948 euro dopo essere arrivate a un massimo di 1,995 euro. Astaldi, invece, vola con un rialzo del 14,65% a 0,7945 euro e un massimo di 0,81.

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