Lun 30 Gennaio 2023 — 08:40

Rete Tim, riparte il tavolo: vendita o scissione?



La cessione avrebbe un iter più rapido che potrebbe partire già a gennaio, ma restano le incognite sulla valutazione

tim labriola

Rete Tim a un bivio: vendita dell’asset o scissione societaria?

Rete Tim, vendita o scissione?

Alla vigilia della ripresa del tavolo governo azionisti sulla rete Tim (una riunione, da confermare, è attesa per domani, mentre secondo altre ipotesi la data è venerdì) riparte la ridda di indiscrezioni sul futuro dell’infrastruttura e dei dipendenti Telecom Italia. Su quest’ultimo aspetto infatti l’esecutivo ha messo in chiaro che intende tutelare l’occupazione. I sindacati sono in allerta, mentre il governo guidato da Giorgia Meloni starebbe studiando incentivi per i lavoratori, secondo rumors di stampa, ma la strada da seguire è ancora in discussione.

Tornando al tema della rete Tim e dell’alternativa fra vendita e scissione, la prima ipotesi più veloce, al punto che secondo alcune fonti l’iter potrebbe già partire a gennaio; ma prima bisognerà trovare un accordo sulla valutazione con Vivendi, che predilige invece la scissione.

Secondo quanto ricostruisce oggi MF-Milano Finanza, i francesi punterebbero alla scissione di Netco, con la società infrastrutturale che si ritroverebbe ad avere lo stesso azionariato di Tim. Si tratta di una opzione valutata e ancora sul tavolo, scrive il giornale, ma che comporterebbe un problema nella gestione del debito per una delle due società (o Tim o Netco) e che implicherebbe per una delle due un taglio di costi (ossia del personale) considerato eccessivo e poco gestibile politicamente.

L’acquisto di Netco da parte di Cdp e Macquarie sarebbe più rapida poiché le valutazioni sulla rete Tim erano già state effettuate dai due potenziali acquirenti. In questo modo peraltro, spiega Mf citando fonti a conoscenza del dossier, l’equity incassato da Tim permetterebbe di abbattere il debito della società di servizi e quindi di salvaguardare i livelli occupazionali.

Valutazione della rete Tim

L’acquisizione potrebbe riguardare il 100% di Netco, anche se non viene scartata l’ipotesi secondo cui Tim resterebbe azionista della società infrastrutturale, così da farla partecipare al possibile incremento di valore.

La valutazione della quota da acquisire dovrebbe essere superiore ai 15-16 miliardi inizialmente ipotizzati, ma non dovrebbe arrivare a 20, secondo la ricostruzione di stampa. Tra gli scenari valutati c’è poi quello che Sparkle, considerata strategica dall’attuale governo, possa confluire interamente nel perimetro di Cdp, mentre il resto di Netco verrebbe acquistato da un veicolo partecipato da Macquarie ma controllato dalla Cassa. Tra le variabili da considerare ci sono sempre la quota di debito e di dipendenti che seguirebbero Netco.

Poi c’è da valutare il ruolo che potrà avere Kkr. Il fondo americano è entrato in Fibercop pagando 1,8 miliardi per il 37,5%. Fibercop rientra nel perimetro di Netco e in caso di cessione Kkr dovrebbe scegliere se incassare la parte relativa alla sua quota o investire a sua volta nella nuova società della rete separata. In questo caso, i soci della rete unica sarebbero tre o quattro: Cdp, Macquarie, Kkr, Tim.

Intanto in Borsa alle ore 9,37 le azioni Telecom Italia consolidano con un -0,8% a 0,2473 euro, in una seduta cauta finora per Piazza Affari, alla vigilia del dato sull’inflazione americana.

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