Finanzareport.it | Rete Tim: Kkr pronto al rilancio, la Cdp cosa farà? - Finanza Report

Gio 25 Luglio 2024 — 09:36

Rete Tim: Kkr pronto al rilancio, la Cdp cosa farà?



Tesoro apre a proposta congiunta, il titolo rimbalza in Borsa dopo la recente ondata di vendite

tim merlyn

Dossier rete Tim ancora sotto i riflettori: un lungo cda della compagnia telefonica, già accreditato di scarse possibilità di successo, si è concluso nella tarda serata di ieri con la richiesta di ulteriori rilanci sulla netco da parte dei soggetti in corsa. Solo il fondo americano Kkr tuttavia si sarebbe detto disponibile a presentare una (ulteriore) offerta migliorativa, ma non la Cdp che agisce in consorzio con Macquarie. D’altra parte, in giornata si sono diffuse indiscrezioni secondo cui il Mef non sarebbe contrario a un’offerta congiunta tra Kkr e Cdp, con la possibile adesione anche di F2i, fondo infrastrutturale partecipato dalla Cassa. Un’ipotesi ancora tutta da verificare ma che intanto ha alimentato il rimbalzo del titolo a Piazza Affari.

Rete Tim, nuovi rilanci?

Peraltro la Cassa Depositi e Prestiti è socio Tim con il 10% e controlla il 51% di Open Fiber. Da parte sua Kkr ha una quota del 37,5% in Fibercop, che è la rete secondaria di Tim.

Il cda di ieri comunque ha tentato di uscire dallo stallo sulla rete Tim e il titolo rimbalza in Borsa dopo la recente ondata di vendite. Il board di Telecom Italia, protrattosi ieri fino a tarda serata, ha “analizzato in profondità” le offerte non vincolanti ricevute per la rete Tim da parte del consorzio Cdp-Macquarie e Kkr “e le ha ritenute non ancora adeguate”, si legge nel comunicato diffuso al termine della riunione. “Pertanto, considerata la disponibilità espressa da almeno uno degli offerenti a migliorarla, il Consiglio ha ritenuto di sondare tale disponibilità, al fine di ottenere un’offerta finale entro il 9 giugno”.

Il soggetto disposto al rilancio sarebbe appunto il fondo americano Kkr, che finora ha messo sul piatto 21 miliardi.

fascia dimagrante

Si tratta ora di vedere se la mossa del board guidato da Pietro Labriola sarà in grado di superare le perplessità del primo socio Vivendi, che ha finora respinto le offerte sulla rete Tim ritenendole ampiamente inadeguate. Se Kkr ha offerto 21 miliardi, comprensivi di un sovrapprezzo in caso di fusione con Open Fiber, la proposta non vincolante di Cdp-Macquarie si è fermata a 19,3 miliardi, in entrambi i casi ben al di sotto dei 31 miliardi e rivendicati da Vivendi.

cuscino lattice economico

Vivendi

Il gruppo francese, azionista con circa il 24% di Tim, non ha finora proposto alternative percorribili: l’ipotesi di un’opa per delistare Tim sarebbe gradita al mercato, ma in questo momento sarebbe difficilmente percorribile a causa degli alti costi di finanziamento, per via delle politiche di rialzi dei tassi della Bce. Sarebbe dunque complesso per Vivendi trovare un partner.

Il cda Telecom ha inoltre affrontato il tema della recente bocciatura in assemblea della relazione sulla remunerazione, una prova di forza riuscita da parte di Vivendi che ha trovato la sponda di alcuni fondi. Un gruppo di consiglieri avrebbe richiesto di inserire all’ordine del giorno del prossimo cda del 10 maggio la proposta di revoca del comitato nomine e remu-
nerazione, autore della relazione bocciata.

Il 10 maggio Tim esaminerà i risultati del primo trimestre: il consensus il consensus stima ricavi per 3,84 miliardi (+4,2%), con quelli domestici in leggero calo e un ebitda organico a 1,46 miliardi (+3,6%) al traino del Brasile.

Offerta congiunta

Intanto, come detto, il titolo rimbalza dopo il cda di ieri.

Secondo gli analisti di Intermonte, il cda si è concluso con “un esito interlocutorio, ma ampiamente in linea con le attese. Riteniamo che il cda abbia preso la decisione più giusta nell’interesse di tutti gli investitori, cercando di guadagnare tempo per chiedere a entrambi i bidder di migliorare le loro rispettive offerte”.

Il broker auspica che “gli offerenti decidano di lavorare su un’offerta congiunta, scenario che eliminerebbe il rischio di veti incrociati (placet di Kkr per la vendita di FiberCop, rischio golden power su offerta Kkr) e garantirebbe maggiore firepower per ulteriori rilanci”.

Da parte sua Equita non esclude che anche la Cdp “possa seguire, dal momento che il comunicato di Tim non esclude che entrambi gli offerenti possano essere disponibili al rilancio”. In particolare, “la cessione di NetCo sulla base di un’offerta migliorativa da parte di Kkr o Cdp/Macquarie potrebbe fornire spazio di upside rispetto alla nostra valutazione e portare a un significativo deleverage”.

In Borsa le azioni Telecom Italia segnano in chiusura +8,08% a 0,269 euro.

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