Mar 16 Luglio 2019 — 18:05

Rai Way punta Ei Towers, riparte risiko delle torri



Si ripropone a parti invertite l’operazione fallita nel 2014, occhi puntati sulla politica

Tre anni dopo si torna a parlare di risiko nell’affollato comparto italiano delle torri. A dare fuoco alle polveri sono state alcune indiscrezioni pubblicate stamani dal Messaggero, secondo cui Rai Way avrebbe dato mandato a Citigroup di studiare un’aggregazione con la controllata di Mediaset.

I titoli, in rialzo fin dall’avvio delle contrattazioni, accelerano a metà seduta con Ei Towers che balza del 5,8% a 51,60 euro, Rai Way +4,1% a 4,48 euro, ma ne approfitta anche Inwit che gestisce le torri di Telecom Italia e avanza in questo momento del 4,2% a 4,45 euro.

Si ripropone quindi a parte invertite l’operazione che nel 2014 vide il tentativo di Ei Tower (controllata al 40% da Mediaset) di andare a nozze con Rai Way(al 65% di Viale Mazzini). Questa volta invece Rai Way potrebbe lanciare un’opa o un’opas (un’offerta pubblica di acquisto e scambio) sulla rivale. A facilitare l’operazione sarebbe il fatto che ormai le due società hanno una capitalizzazione di Borsa non troppo distante: poco meno di 1,4 miliardi Ei Tower e circa 1,2 miliardi Rai Way.

E’ opportuno ricordare che all’epoca il tentativo di Mediaset si scontrò con la volontà del governo di non scendere sotto il 51% della società.

Il governo sarebbe favorevole a condizione che la maggioranza resti pubblica.

Secondo gli analisti di Icbpi al centro della partita resta il nodo politico “e la condivisione di valutazione e governance tra i principali azionisti (Rai e Fininvest)”. Studiando i possibili effetti, una semplice Offerta pubblica di scambio alle attuali valutazioni (con Rai Way che capitalizza appunto intorno a 1,2 miliardi ed Ei Towers sugli 1,4 miliardi) porterebbe viale Mazzini poco sotto il 30% dell’aggregazione, a fronte del 21,6% di Fininvest. Per distribuire i pesi in maniera più congeniale al governo potrebbero esser buoni – sempre secondo Icbpi – la cessione di Towertel da parte
di EI Towers (per circa 265 milioni) e l’inserimento di una componente cash nell’offerta di Rai Way: così la Rai salirebbe a una quota superiore al 33% del polo unico delle torri broadcasting che potrebbe essere l’obiettivo minimo per appoggiare l’operazione.

A rendere ancora più sensata l’operazione è il fatto che l’Italia è l’unico Paese europeo in cui sono presenti tre compagnie del settore nessuna della quali detiene una posizione di leadership.

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