Mar 19 Marzo 2019 — 00:23

Profumo smentisce uscita da Leonardo



L’ad del gruppo strategico rigetta le voci su un suo possibile ingresso in Cdp. E invita a guardare sul medio e lungo termine per valutare il piano industriale

(Aggiornato dopo la chiusura di Borsa) – Di questi tempi l’amministratore delegato del gruppo Leonardo, Alessandro Profumo, deve affrontare varie incombenze, fra cui la prosecuzione del processo per la banca Monte dei Paschi di Siena, di cui è attesa per fine aprile la decisione sul suo rinvio a giudizio, e il fatto che il mercato azionario non abbia accolto bene il piano industriale dell’ex-Finmeccanica da lui sviluppato.

Tuttavia Profumo non si tira indietro e smentisce categoricamente le voci su una sua possibile uscita da Leonardo per entrare nella dirigenza di Cassa Depositi e Prestiti. Profumo lo ha ribadito, non a caso, mentre parlava a 800 manager del gruppo industriale che si occupa di armamenti, aerei ed elicotteri, allo scopo evidente di instillare in loro la sua medesima fiducia nel piano industriale: “Non avrei mai investito tanto se avessi voluto andare da un’altra parte. L’ho fatto perché sono sicuro che Leonardo è un buon investimento e che realizzeremo il piano che abbiamo varato”. Ha difeso l’acquisto di 100.000 azioni per una spesa di 973.000 euro, aggiungendo: “È un piano industriale di crescita sostenibile. Sono estremamente ottimista su ciò che dobbiamo fare. E lo sono grazie alla squadra che ho intorno. Una squadra che sa discutere, anche litigare ma alla fine arrivare a una soluzione. E se non arriva a una soluzione spetta a me decidere e io so decidere”.

Come noto, il titolo Leonardo non è andato troppo bene dopo il 30 gennaio, quando la pubblicazione del piano Profumo ha evidenziato che la crescita sarà localizzata più verso il 2020, mentre il 2018 sarà un anno di consolidamento, con insoddisfacente flusso di cassa, almeno per il momento. Profumo invita a guardare più avanti, sul medio e lungo termine, ricordando che Leonardo non andrà sul mercato degli investimenti equity e presentando in ottima luce l’apertura di una linea di credito con 26 banche sancita due giorni fa.

Intanto, attende la prossima udienza del 13 marzo per il processo Mps, di cui era presidente, e a cui comparirà insieme all’ex-amministratore delegato della banca toscana, Fabrizio Viola. L’accusa di aggiotaggio e falso in bilancio incombe, relativa ai derivati Alexandria e Santorini che la banca piazzò fra 2012 e 2015, secondo l’accusa senza informare adeguatamente i clienti dei rischi. L’orizzonte per i rinvii a giudizio è attorno a fine aprile e dunque per l’ad del maggior gruppo industriale strategico italiano si annunciano settimane cruciali.

A Piazza Affari il titolo Leonardo guadagna oggi l’1,6 % a 9,06 euro, contro il +1,34% del Ftse Mib.

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