Mer 28 Settembre 2022 — 01:42

Prada: 10 banche in corsa per quotazione a Piazza Affari, anche Unicredit e Intesa



Il dual listing ha acceso l’interesse degli istituti interessati a ritagliarsi un ruolo nell’operazione

Il dual listing di Prada e cioè la quotazione a Piazza Affari della casa di moda dopo quella di Hong Kong, ha acceso l’interesse di una decina di banche fra cui le big italiane Unicredit e Intesa Sanpaolo.

Prada, banche in pressing

Le grandi banche italiane, secondo quanto riporta il Messaggero, sono in pressing su Prada per conquistare una posizione di rilievo in vista della possibile operazione.

Solo pochi giorni fa in un’intervista il patron Patrizio Bertelli, che guida il gruppo assieme a Miuccia Prada, ha precisato che “non c’è niente di deciso” sulla doppia quotazione. Il dossier resta però di scottante attualità e i rumors hanno indicato una possibile operazione da 1 miliardo, mentre per gli advisor sono circolati i nomi di Goldman Sachs e Citigroup.

Dual Listing

Oggi il Messaggero scrive che l’Ipo potrebbe tenersi a cavallo dell’estate 2023. Da giorni Andrea Bonini, nuovo cfo del gruppo proveniente da Goldman Sachs che ha preso il posto di Alessandra Cozzani, “deve gestire il traffico di richieste per un’operazione all’attenzione dei soci del gruppo”.

Il cda della griffe, secondo quanto confermano le nuove indiscrezioni, non ha ancora esaminato il dossier: la prossima è prevista a ottobre, ma non sarebbe stata ancora convocata dal presidente Paolo Zannoni, lui stesso un ex top banker di Goldman Sachs. E’ possibile però che nel prossimo board ci sia una prima informativa sul percorso di doppia quotazione a Milano. Potrebbe essere collocato attorno al 20-25% per circa 1,2-1,3 miliardi.

Unicredit e Intesa Sanpaolo vogliono “vestire” Prada

Un ruolo nel consorzio di collocamento dell’operazione potrebbero ricoprirlo Intesa Sanpaolo Imi, Unicredit, Clsa-Gruppo Credit Agricole e Goldman Sachs che furono coinvolti 11 anni fa a Hong Kong come coordinatori. A loro potrebbero aggiungersi Mediobanca, Equita sim, Bofa Merrill Lynch e pure Citi. Potrebbe aggiungersi anche Banco Bpm perché storicamente, dai tempi della Popolare di Lodi, l’istituto è vicino al gruppo del lusso. In tutto, il pool sarà composto da una decina di istituti, secondo la ricostruzione di stampa.

Quanto all’azionariato di Prada Spa, la società milanese è controllata al 79,9%
da Prada Holding di cui Pa Be 1 srl,
veicolo di proprietà al 100% di Patrizio Bertelli ha il 35% mentre il restante 65% è di Bellatrix. Quest’ultima è una scatola riconducibile alla famiglia di Miuccia Prada: Ludo spa ha il 53,8%, Mirar srl il 23% e Rigel srl l’altro 23%.

tim cvc 27-09-2022 — 11:02

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