Mar 07 Febbraio 2023 — 03:11

Piano Tim delude ancora



Il Capital Markets Day risolve solo in parte le perplessità degli analisti

tim advisor

Azioni Telecom Italia (Tim) deboli a Piazza Affari all’indomani dell’aggiornamento al piano Tim che ha risolto solo in parte le perplessità degli analisti.

Piano Tim

Il Capital markets day era stato organizzato proprio per fare chiarezza e fugare i dubbi degli analisti.

L’aggiornamento al piano ha confermato la separazione della rete fissa (NetCo) dai servizi (ServiceCo), aprendo a operazioni di M&A su rete e Tim Enterprise (Noovle, Olivetti e Telsy), ma ancora non sembra avere del tutto convinto il mercato. Anche per questo l’ad Pietro Labriola ha dato appuntamento al 4 agosto quando saranno presentati i risultati del secondo trimestre e “vi dimostreremo che siamo in grado di passare all’execution dei nostri piani”, ha detto il manager.

NetCo include la rete fissa, primaria e secondaria, le attività wholesale domestiche e quelle internazionali (Sparkle). ServiceCo include Tim Enterprise, Tim Consumer e Tim Brasil.

Una novità, per quanto attesa, è arrivata a mercato chiuso con l’annuncio che la stessa Tim, Leonardo, Cdp e Sogei hanno pareggiato l’offerta di Fastweb e Aruba, esercitando il diritto di prelazione per il Polo Strategico Nazionale (il cosiddetto Cloud nazionale).

Non sono stati forniti aggiornamenti sulla partnership con Dazn nel calcio.

Quanto al debito, con il deconsolidamento della rete circa 11 miliardi potrebbero finire in pancia alla Netco, mentre il ramo dei servizi ha l’obiettivo di scendere sotto i 5 miliardi di debito.

Analisti

Equita sottolinea come ieri non siano state date guidance aggiornate, “anche se il ceo ha segnalato che i risultati evidenzieranno il lavoro fatto in termini di costi”. Sulla NetCo, Labriola “conferma che il deal ideale è la cessione in toto a Open fiber. Il piano B prevede la cessione di minoranze in NetCo ed Enterprise e altri asset (Brasile?), ma non ci sembra che risolva l’eccesso di leva del gruppo”.

Il broker in ogni caso vede crescere i capex (+800 milioni nel 2023, +300 milioni nel 2024), anche se principalmente su NetCo (target di cessione) e per larga parte finanziati da fondi Pnrr (2 miliardi su 3,3 miliardi di gare Pnrr aggiudicate, ma con sfasamento temporale tra capex e rimborsi che penalizza il free cash flow 2023). In termini valutativi, invece, “abbiamo ridotto il valore della rete per il minore ebitda allocato a NetCo (18 miliardi pre-sinergie a 8,5x enterprise value/ebitda 2022), compensato dalle maggiori sinergie ottenibili dalla copertura delle aree grigie non incluse nel Pnrr (1,1 miliardi pro-quota da 0,5 miliardi) e dal maggiore ebtida in ServCo”.

Secondo gli analisti di Banca Akros, sono emerse “poche informazioni incrementali dalla presentazione del management, che suggerisce in ogni caso un forte impegno a estrarre valore dalle azionì messe in campo dalla società”. Sul tema esuberi Tim, “notiamo che una voce non trascurabile del piano è una significativa riduzione del personale nel business italiano, tra cui -6.400 dipendenti (-30%) nella NetCo con un costo cumulato di 1,26 miliardi di euro fino al 2030, e -3mila (-21%) nella ConsumerCo con un costo di 400 milioni di euro in 5 annì mentre ‘le uscite lorde della EnterpriseCo, nonostante un netto positivo di 200 unità, comporteranno 270 milioni di euro di costi cumulati 2022/2030”.

In Borsa alle ore 11,05 le azioni Telecom Italia segnano -1,17% a 0,254 euro, cancellando i pur cauti guadagni della vigilia.

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