Dom 26 Settembre 2021 — 02:22

Patto Del Vecchio Caltagirone: la Borsa premia azioni Generali e Mediobanca



L’obiettivo dichiarato dei due imprenditori è promuovere una svolta ai vertici del gruppo assicurativo. Subito al via un serrato confronto con Piazzetta Cuccia

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Leonardo del Vecchio e Francesco Gaetano Caltagirone si sono ufficialmente alleati in un patto di consultazione che ha l’obiettivo dichiarato di promuovere una svolta ai vertici delle Assicurazioni Generali. L’annuncio, arrivato nel fine settimana, finisce oggi sotto la lente della Borsa, con discreti acquisti su Generali nonché Mediobanca, primo azionista del Leone di Trieste con il 12,9%.

Del Vecchio e Caltagirone, patto di consultazione in Generali

Il patto Del Vecchio-Caltagirone riunisce il 10,95% del capitale, di cui il 5% apportato da Delfin e il restante 5,95% da 13 società dell’imprenditore romano. L’alleanza  è stata predisposta in vista dell’assemblea che la prossima primavera sarà chiamata a rinnovare il cda di Generali, guidato dal 2016 dall’amministratore delegato Philippe Donnet.

Pertanto il terreno di confronto (e di dialogo o di scontro)  sarà fin dai prossimi giorni la discussione sulla lista del cda che sulla base della nuova governance approvata nel 2020 dovrebbe contenere le indicazioni del Consiglio targato Mediobanca.

mediobanca leonardo del vecchio

Leonardo Del Vecchio

Caltagirone e Del Vecchio, che invocano la discontinuità, hanno deciso di consultarsi “al fine di meglio ponderare i rispettivi autonomi interessi rispetto a una più profittevole ed efficace gestione di Assicurazioni Generali, improntata alla modernizzazione tecnologica dell’attività caratteristica, al posizionamento strategico dell’impresa, nonché alla sua crescita in una logica di mercato aperta, trasparente e contendibile”.

I pattisti puntano in particolare a un salto dimensionale del gruppo triestino. Il confronto è con i colossi europei Zurich, Allianz, Axa. Il ceo Donnet può rispondere con una performance di tutto rispetto:il total shareholder return è del 103% dal 23 novembre 2016 ad oggi.

Il patto, che potrebbe rafforzarsi con nuovi acquisti da parte dei due imprenditori o con l’ingresso di nuovi soci,  prevede “obblighi di preventiva consultazione per l’esercizio del diritto di voto” con riferimento alle materie all’ordine del giorno della prossima assemblea di bilancio, “con particolare riferimento alla nomina” del cda. E’ invece “espressamente convenuto” che i due azionisti manterranno “la piena facoltà di determinarsi liberamente in merito alle decisioni da assumere in vista e nel corso dell’Assemblea” e dal patto – viene specificato – non discendono “impegni di qualsiasi natura” in tema di “esercizio del diritto di voto“.

Generali: il nuovo patto e la lista del cda

Da ricordare che la Delfin di Del Vecchio ha una quota del 18,9% in Mediobanca, mentre Caltagirone ha opzioni per salire dal 3% al 5% dell’istituto guidato da Alberto Nagel.

La partita si annuncia serrata ed entrerà nel vivo come detto già dalle prossime ore. Domani è convocata una riunione dei consiglieri non esecutivi – a cui dunque Donnet non parteciperà – per permettere una discussione aperta sulla governance. In quella sede si verificherà la possibilità di arrivare a una sintesi tra le diverse posizioni in campo, anche in vista del cda del 27 settembre che dovrà decidere sulla lista unica.

mediobanca generali caltagirone

Francesco Gaetano Caltagirone

Senza una mediazione, si prospetta una conta in assemblea, con la lista del cda che avrebbe il sostegno del primo azionista Mediobanca (12,9%), convinta che una rosa del consiglio possa meglio rappresentare l’interesse di tutti i soci, e una lista alternativa di Caltagirone e Del Vecchio.

Al momento gli equilibri tra i consiglieri, fra cui i due eletti con la lista Assogestioni, propendono per la presentazione di candidati espressione del cda con Donnet riconfermato, secondo una ricostruzione del Sole 24 Ore.

Il fronte dei contrari a questa ipotesi vedrebbe quattro consiglieri su 13, ossia oltre a Caltagirone, Romolo Bardin (rappresentante di Del Vecchio), Paolo Di Benedetto e Sabrina Pucci. In pratica, secondo la ricostruzione di stampa, un 30% del board che è espressione peraltro di una quota di capitale superiore al 12% (compreso il pacchetto in mano alla Fondazione Crt), alla quale idealmente andrebbero poi sommati i titoli in mano ai Benetton (3,97%), orientati a promuovere il cambiamento, e le azioni dei soci veneti.

Analisti alla finestra

Gli analisti di Equita sostengono che a questo punto sarà da valutare la strategia di Mediobanca, “se proverà a sedersi al tavolo” con il duo Del Vecchio-Caltagirone “per trovare un compromesso, oppure se cercherà una soluzione alternativa”.

Gli esperti aggiungono: “Se si concretizzasse lo scenario con la presentazione di 3 liste distinte (una espressione del board con la conferma di Donnet, una dei ‘soci privati‘ e una di Assogestioni), gli investitori istituzionali (che rappresentano oltre il 40% del capitale) avranno un ruolo determinante”.

Secondo Equita nel complesso il quadro speculativo per i titoli Generali (che staccheranno il dividendo di 0,46 euro per azione il prossimo 18 ottobre) e Mediobanca resta abbastanza vivace, anche se dipenderà da che tipo di scenario sulla governance andrà a concretizzarsi. Il broker in particolare ha una raccomandazione buy su Mediobanca con target price di 11,7 euro e rating hold su Generali con prezzo obiettivo di 19 euro.

Intanto in Borsa alle ore 9,45 le azioni Generali segnano +1,09% a 17,62 euro; Mediobanca +0,99% a 9,758 euro, con il Ftse Mib a +0,76%.

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