Mer 08 Dicembre 2021 — 12:55

Oto Melara (Leonardo), offerta franco-tedesca. E Draghi vede Macron



La proposta se accettata scalzerebbe Fincantieri, a sua volta partecipata dallo Stato

oto melara fincantieri

Oto Melara potrebbe passare da Leonardo a un consorzio franco-tedesco, che avrebbe messo sul piatto un’offerta allettante per la storica azienda produttrice di cannoni e mezzi corazzati, anche se scalzerebbe un’altra società partecipata dallo Stato, Fincantieri.

Oto Melara da Leonardo a un consorzio franco-tedesco?

I primi rumors su una vendita di Oto Melara, e di trattative in corso con Fincantieri, erano emerse l’estate scorsa.

Nei giorni scorsi era circolata la voce di un possibile compratore europei, ipotesi accolta con freddezza dai sindacati in quanto “significherebbe perdere un settore altamente strategico, tra i principali fornitori delle forze armate italiane”. Oggi il quotidiano La Repubblica scrive che il consorzio franco-tedesco Knds ha presentato a Leonardo un’offerta per acquistare Oto Melara e Wass, quest’ultima l’antica Whitehead che costruisce siluri e droni subacquei.

“Il grande risiko dell’industria europea della Difesa si apre con una mossa congiunta di Parigi e Berlino verso Roma. E, come nel popolare gioco da tavola, l’avanzata prende la forma di un carro armato: il programma per il futuro euro-tank”, scrive il giornale.

Oto Melara, Draghi ne parla con Macron

Il consorzio, secondo la ricostruzione di stampa, ha promesso il mantenimento della piena occupazione (1.500 i posti lavoro, diretti e indiretti, tra La Spezia e Brescia); ma anche l’ingresso del nostro Paese nel progetto per il nuovo carro armato lanciato da Macron e Merkel: l’euro-tank Mgcs che ambisce a essere protagonista di un mercato da oltre undici miliardi di euro.

La questione è al centro di discussioni riservatissime nelle cancellerie e a quel che risulta a Repubblica, il presidente francese ne ha già parlato a Mario Draghi e potrebbe tornare ad affrontare l’argomento nell’incontro di oggi a Parigi.

L’iniziativa franco-tedesca rischia di mettere in rotta di collisione due aziende a controllo statale, Leonardo e Fincantieri, con interessi opposti. L’offerta del consorzio, scrive Repubblica, sarebbe tre volte superiore a quella del gruppo triestino della cantieristica navale.

Da una parte l’ex Finmeccanica non reputa più strategiche le due aziende per il suo business, e preferisce concentrarsi sull’elettronica. Dall’altra gli asset sono considerati interessanti da Fincantieri: Oto Melara produce il cannone più diffuso sulle navi da guerra di tutto il mondo: il 76/62 acquistato dalle flotte di ben 53 Paesi, incluse quella francese e tedesca; Wass si occupa di siluri, contromisure per la guerra sottomarina e droni subacquei.

Profumo: un’agenzia della Difesa “sovranazionale”

Leonardo inoltre punterebbe a incrementare la collaborazione con la Germania dopo avere rilevato il 25% di Hensoldt, una compagnia tedesca leader nei radar e nei sensori di sorveglianza. La quota lo scorso aprile è stata valutata 606 milioni, pari a 24 euro per azione, con un premio di ben il 60% rispetto alla chiusura di Borsa precedente. Il closing è atteso entro l’anno. Anche per questo Leonardo a caccia di liquidità.

Da registrare anche un intervento oggi dell’ad di Leonardo, Alessandro Profumo, sul Sole 24 Ore: “Sarebbe auspicabile la creazione di una agenzia sovranazionale sul modello del Darpa, l’agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, incaricata della ricerca sulle tecnologie avanzate per uso militare”.

Intanto Piazza Affari resta cauta in attesa di sviluppi e a metà mattina le azioni Leonardo cedono mezzo punto percentuale, mentre Fincantieri festeggia i conti dei 9 mesi con un rialzo di oltre il 3%.

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