Mer 08 Dicembre 2021 — 14:27

Opa Cattolica va ufficialmente in porto, Generali all’84,475%



Donnet sottolinea il successo dell’operazione, rassicurazioni dal management sull’attenzione per “le comunità e il territorio”

opa cattolica

L’opa su Cattolica va ufficialmente in porto. Generali Assicurazioni attraverso l’operazione ha raccolto 138.842.677 azioni, pari a circa il 79,660% dei titoli oggetto dell’offerta e al 60,803% del capitale sociale dell’emittente.

Opa Cattolica è efficace

Tenuto conto delle azioni già detenute, il gruppo del Leone di Trieste arriverà a detenere l’84,475% del capitale. L’offerta è efficace e può essere perfezionata.

Il corrispettivo per ciascuna azione portata in adesione all’opa Cattolica è pari a 6,75 euro per azione. Il pagamento sarà effettuato in contanti alla data di pagamento, che cadrà il quinto giorno di Borsa aperta successivo alla chiusura del periodo di adesione, pertanto domani 5 novembre.

Generali è ora in grado di deliberare la fusione e il successivo delisting di Cattolica.

Donnet, ora più forti

Il ceo Philippe Donnet, il cui rinnovo del mandato è al centro di un serrato braccio di ferro tra gli azionisti, può vantarsi di aver chiuso l’operazione senza dover ritoccare l’offerta. Il mercato si aspettava invece un rilancio.

“Il successo di questa operazione consolida il primato di Generali nel mercato assicurativo italiano e il suo posizionamento tra i principali gruppi assicurativi europei, in linea con gli obiettivi del piano strategico ‘Generali 2021″, ha commentato oggi il manager francese.

Per Donnet “l’ampio riscontro ricevuto dal mercato testimonia la validità della nostra offerta, che si è conclusa nei termini annunciati. L’operazione permetterà di integrare al meglio i modelli di business di Generali e Cattolica, come già emerso in occasione della partnership siglata a giugno 2020, e consentirà una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder”.

Soci Cattolica

C’è al tempo stesso un 15% che non ha aderito all’opa su Cattolica e che coincide in buona parte con lo zoccolo duro dei soci della compagnia di Verona.

Intanto Marco Sesana, country manager & ceo Generali Italia, si rivolto con “un caloroso benvenuto a tutti i colleghi e gli agenti di Cattolica. Nei prossimi mesi sarà per noi prioritario incontrarli, ascoltarli e condividere con loro tutti i vantaggi derivanti dall’appartenenza ad un grande gruppo internazionale”.

“Continueremo ad essere al servizio delle comunità e del territorio, promuovendo le eccellenze locali, oltre all’impegno a supportare una crescita economica sostenibile con particolare attenzione a criteri Esg”.

Generali supera Unipol nel danni

Le sinergie vengono stimate a regime in più di 80 milioni di euro a fronte di costi di integrazione una tantum di 150-200 milioni. Per la quota raccolta in opa Generali, che è stata assistita dagli advisor Mediobanca, Bofa e Rothschild, ha speso 937 milioni di euro, che si aggiungono ai 300 milioni che ha pagato nel 2020 per il 23,67% del capitale. Con Cattolica la compagnia del Leone diventa leader nel mercato danni italiano, superando Unipol.

Secondo gli analisti di Bank of America, l’acquisizione porterà a un incremento dell’utile per azione di Generalì, aggiunge Bofa. Inoltre, la banca d’affari sottolinea come il gruppo disponga di ulteriori 0,8-0,9 miliardi di euro da piano per ulteriori acquisizioni, che potrebbero spingere ulteriormente i profitti. Bofa sostiene pertanto che il management di Generali ha dimostrato “un’ottima disciplina” sull’M&A.

Oggi in Borsa alle ore 9,46 Generali segna un +0,08% a 19 09 euro.

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