Mer 28 Settembre 2022 — 03:15

Nomine partecipate, in vista tornata “calda” con Eni, Enel, Leonardo, Poste, Enav, Terna



La scadenza dei cda nella primavera coincide con quella della legislatura, prime ipotesi

nomine partecipate

Pur nell’incertezza sui destini del governo Draghi e della sua maggioranza, si torna a parlare di nomine nelle partecipate pubbliche e della nuova importante tornata prevista nella primavera 2023. Il valzer di poltrone interessa diverse big fra cui Eni, Enel, Leonardo, Poste, Enav, Terna.

La tornata di nomine nelle partecipate coincide fra l’altro con la scadenza della legislatura. Considerate le tempistiche, secondo quanto ha ricostruito nel weekend MF-Milano Finanza, potrebbe toccare ancora al governo Draghi. La diciottesima legislatura, iniziata il 23 marzo 2018 terminerà il 22 marzo del prossimo anno. Senza scioglimento tecnico anticipato, quindi lavorando fino all’ultimo giorno disponibile il rinnovo del Parlamento potrebbe avvenire tra il 7 e il 28 maggio, scrive il giornale riferendosialla possibiledata delle elezionipolitiche 2023. Occorre poi considerare i tempi per far nascere un nuovo esecutivo a seconda dell’esito del voto (per il governo Conte I furono necessari oltre due mesi). Stante che il Paese non può restare senza un governo in carica, Draghi o l’eventuale traghettatore si troverebbero a gestire i traguardi del Pnrr da portare a termine entro il marzo, se non addirittura entro giugno. Restando in carica nel corso della prossima primavera, potrebbe quindi spettare al governo Draghi la scelta dei vertici delle partecipate pubbliche in scadenza con l’approvazione del bilancio 2022. “Su questo schema scommettono in molti, soprattutto chi vorrebbe avvalersi dell’esperienza Draghi anche dopo il 2023”.

Chiusa l’ultima tornata di cda con l’indicazione di Bernardo Mattarella per la poltrona di ad di Invitalia, ponendo fine alla gestione di Domenico Arcuri durata 15 anni, il prossimo anno la partita riguarderà alcuni dei pezzi più pregiati delle controllate di Stato e delle grandi quotate: Eni, Enel, Leonardo, Poste, Enav e Terna.

Negli ultimi mesi l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha svolto il ruolo di ministro degli Esteri ombra, accompagnando il premier e Di Maio, nelle missioni per diversificare le forniture di gas, ricorda il giornale. In Leonardo, Alessandro Profumo ha dalla sua l’essere soltanto al secondo mandato (Descalzi in Eni e Francesco Starace in Enel sono già al terzo). In più uno dei papabili a prenderne il posto, Giuseppe Giordo, è restato scottato dal caso Colombia e dalle negoziazioni parallele che avrebbero coinvolto l’ex premier Massimo D’Alema per la fornitura di armamenti nel paese sudamericano.

In Enav Paolo Simioni è invece al suo primo mandato, ha lanciato il nuovo piano industriale al 2024 e avviato il piano strategico al 2031 che prevede investimenti per 1 miliardo. Della partita anche Poste, Matteo Del Fante porta in dote un bilancio 2021 da record e di recente, il governo Draghi gli ha affidato la presidenza dalla società pubblica incaricata di gestire il Giubileo di Roma del 2025.

A stretto giro la poltrona da riempire è quella dell’amministratore delegato di Mediocredito centrale, vista la promozione alla controllante Invitalia di Mattarella. Sui nomi c’è massimo riserbo.

Tornando alla più ampia partita nomine partecipate, “le pedine si muovono e diversi osservatori non mancano di notare come i manager delle quotate da Donnarumma in Terna allo stesso Descalzi abbiano di recente partecipato a convention organizzate dalle forze di centrodestra”.

In questo schema si è arrivati a ipotizzare un ricambio in corsa anche in Banca d’Italia, sottraendo la nomina del prossimo governatore a un eventuale schieramento “a trazione Giorgia Meloni o Matteo Salvini)”. Via Nazionale ha recentemente smentito i rumors riportati dal Foglio su dimissioni anticipate di Ignazio Visco, ipotesi che per Bankitalia non è all’ordine del giorno.

tim cvc 27-09-2022 — 11:02

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