Dom 27 Settembre 2020 — 17:31

Nagel (Mediobanca): banche a rischio aumenti di capitale



Il numero uno di Piazzetta Cuccia in Commissione parlamentare lancia l’allarme sull’impatto del Covid e punta il dito contro le norme Bce sui crediti deteriorati

mediobanca alberto nagel

Le banche italiane rischiano aumenti di capitale. Così l’ad di Mediobanca, Alberto Nagel, ascoltato oggi in Commissione banche a Montecitorio. Il numero uno di Piazzetta Cuccia ha lanciato l’allarme sull’impatto del Covid e puntato il dito contro le norme Bce sui crediti deteriorati, una “bomba atomica” che rischia di creare un “disastro” per le banche, “non solo le nostre”.

Nagel (Mediobanca): duro impatto Covid per le banche

Con la classificazione degli Utp (unlikely to pay o inadempienze probabili) come sofferenze “prevedo che soprattutto per le realtà piu deboli del Sud Europa si reverberà nei conti bancari in maniera molto importante. Il rischio è che dovremo ricapitalizzare le banche tra due o tre anni“, ha messo in guardia il manager.

Dopo il Covid, ha proseguito Nagel, l’Italia “è in una situazione svantaggiata rispetto alle crisi precedenti: le procedure esecutive sono le peggiori in Europa ed entriamo in questa crisi con norme più restrittive su sofferenze e Utp”.

Dito puntato contro la Bce

L’imposizione da parte della Bce  della svalutazione dei crediti deteriorati di un terzo all’anno “è una norma sbagliata. E’ stata fatta di tutta l’erba un fascio, sarà un disastro per i bilanci delle banche. Una norma meccanica” che applicata alla situazione post coronavirus “è come una bomba atomica”.

Il cosiddetto calendar provisioning, ha spiegato il ceo di Mediobanca, “è un meccanismo sbagliato, non va bene nella misura in cui tratta un Utp come una sofferenza. Rendi un credito semivivo in un credito morto. Vanno separate le categorie ed evitato l’automatismo”, ha aggiunto.

Nagel, servono misure strutturali

Secondo Nagel comunque “ci sono le basi per lavorare su una revisione del calendar provisioning: da quando c’è Enria la Bce è molto diversa c’è un dialogo molto positivo con le banche e gli investitori”.

Quanto agli interventi del governo, “aver fatto due provvedimenti su liquidità e moratorie è stato molto utile, perché ha rappresentato una rete di salvataggio”, un “piano di allentamento della pressione”. Si tratta di “provvedimenti ben fatti, certo migliorabili; bisogna andare avanti, però non bisogna perdere di vista il fatto che siamo entrati in una recessione con effetti durevoli sulle aziende e sulle banche e, quindi, bisogna pensare a misure più strutturali”.

Mediobanca: moratorie e liquidità

Le moratorie sono state “un fenomeno importante” per il gruppo Mediobanca, ha detto Nagel e “hanno riguardato i clienti Compass, Che Banca e Selma. Compass ha 2 milioni di clienti e 13 miliardi di impieghi e abbiamo avuto 1,3 miliardi di richieste di moratorie per il credito al consumo”, di cui a fine agosto tuttavia “il 90% si è estinto con più dell’85% di ritorno in bonis”.

Il gruppo è stato poco interessato da ciò che riguarda il decreto liquidità. “Per i prestiti da 25mila euro, poi 30mila, abbiamo fatto in modo che CheBanca implementasse le procedure, perché aveva ricevuto richieste da clienti. Il decreto è entrato in vigore ad aprile, noi abbiamo installato la procedura in un mese. Abbiamo ricevuto sostanzialmente 1.200 richieste, in buona parte accettate, per 13 milioni di euro. Sono cifre piccole”.

Ruocco rilancia la bad bank

A margine dell’audizione, la presidente della Commissione Carla Ruocco ne ha approfittato per rilanciare il tema della bad bank nazionale, che associata al futuro di Mps aveva scatenato polemiche nei giorni scorsi.

“Sono sempre più convinta della necessità di creare una bad bank nazionale in quanto la mole di moratorie e nuovi finanziamenti, pari complessivamente a circa 400 miliardi, con molta probabilità, si trasformerà in nuovi Npl, stimabili in circa 130 miliardi”, ha scritto la Ruocco in una nota. “E’ necessario altresì porre in essere tutte quelle iniziative di semplificazione normativa, anche a livello di normativa secondaria, finalizzate a rilanciare gli investimenti che richiedono necessariamente capitale paziente ossia il capitale di rischio”.

banco bpm credit agricole 25-09-2020 — 11:43

Banco Bpm, spunta la pista Crédit Agricole

Il titolo prosegue la sua corsa nonostante le smentite dei francesi. L’istituto resta comunque il possibile obiettivo di una prossima operazione di fusione bancaria

continua la lettura