Ven 30 Luglio 2021 — 16:26

Mps, spunta l’ipotesi dell’aumento di capitale “a rate”



Un bond subordinato e due tranche successive in capitale: l’operazione consentirebbe al Tesoro maggiore flessibilità rispetto ai nodi degli aiuti di Stato e della riprivatizzazione

mps bce

Le azioni Mps contengono le perdite questa mattina, nonostante l’intonazione decisamente negativa del mercato, dopo indiscrezioni di stampa sulle modalità dell’aumento di capitale che la banca sottoporrà alla vigilanza a fine mese. Il cda, ricordiamo, si riunirà per deliberare sul capital plan giovedì prossimo 28 gennaio.

Mps, spunta aumento “a rate”

In particolare, secondo le indiscrezioni citate oggi dal quotidiano La Repubblica, Mps ipotizza una sorta si rafforzamento per gradi che dovrebbe consentire maggiore flessibilità al Tesoro, principale azionista di Rocca Salimbeni con il 64%.

L’operazione dovrebbe partire da un bond subordinato, proseguire in primavera con l’aumento di capitale da un miliardo, e terminare il prossimo inverno con un altro aumento fino a un miliardo, cifra variabile in base ai risultati semestrali. Mps ha preventivato nel piano industriale una perdita 2021 di 562 milioni.

Sarebbe quindi un rafforzamento fino a 2,5 miliardi, nella parte superiore della forchetta di 2-2,5 miliardi annunciata.

Il piano avrebbe però fra i pregi quello di consentire al Mef un certo margine di manovra, sia rispetto alla disciplina degli aiuti di Stato sia nella ricerca di un partner per una fusione – con Unicredit unica indiziata, ammesso che il nuovo ceo, che viene scelto in questi giorni, sia interessato al dossier.

Mps, gli aiuti di Stato e Unicredit

Per quanto riguarda gli aiuti di Stato, infatti, nella cornice agevolata introdotta lo scorso marzo, il Tesoro potrebbe mettere massimo altri 1,2 miliardi nel Monte dei Paschi di Siena, come quota parte per ripianare le perdite. E 1,2 miliardi, viene spiegato, sono meno degli 1,6 che equivalgono al 64% dei 2,5 miliardi allo studio.

Inoltre Mps con l’aumento tout court andrebbe a sfidare i mercati in assenza di schiarite in questo momento sull’aggregazione.

Sarebbe quindi più praticabile invece l’emissione di un bond a rischio, che – sempre secondo i fautori di questo progetto – potrebbe pagare anche meno del 10% dato che gli altri subordinati Mps da due mesi sono risaliti molto.

In Borsa alle ore 10,44 le azioni Banca Mps segnano -0,46% a 1,075 euro, a fronte del -3% del Ftse Italia Banche.

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