Ven 27 Maggio 2022 — 14:42

Mps, sentenza Mussari cambia scenari per la banca senese?



L’assoluzione potrebbe riverberarsi sull’altro processo che vede coinvolti Viola e Profumo e sui rischi legali che ancora affliggono il Monte dei Paschi

mps mussari

Mps a caccia di un rimbalzo in Borsa dopo lo scivolone (-5%) rimediato venerdì scorso dopo la trimestrale e l’annuncio della data del nuovo piano, mentre il titolo ha completamente ignorato la sentenza della Corte d’Appello di Milano che ha chiuso un importante capitolo giudiziario per la banca senese.

Mps, sentenza Mussari

La Corte d’Appello di Milano ha disposto l’assoluzione di tutti gli imputati, dall’ex presidente di Mps Giuseppe Mussari (nella foto) all’ex dg Antonio Vigni fino alle banche Deutsche Bank e Nomura, nel processo per le presunte irregolarità nelle operazioni Alexandria e Santorini, Chianti Classico e Fresh.
Operazioni effettuate da Rocca Salimbeni tra il 2008 e il 2012 che secondo l’accusa sarebbero state attuate per occultare le perdite legate all’acquisizione di Antonveneta. A Milano sono state inoltre revocate le confische agli enti per un totale di circa 150 milioni.

In primo grado, l’8 novembre 2019, il Tribunale di Milano aveva condannato fra gli altri Mussari e Vigni per i quali la pena era stata fissata rispettivamente a 7 anni e mezzo e 7 anni e 3 mesi. I reati contestati, a vario titolo, sono quelli di manipolazione del mercato, falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo all’autorità di vigilanza. Sebbene il sostituto procuratore generale di Milano Gemma Gualdi avesse chiesto di confermare tutte le condanne emesse in primo grado, la sentenza è stata ribaltata dalla Corte d’Appello, che ha inoltre condannato una ventina di parti civili a pagare le spese processuali.

La nuova sentenza Mps è stata accompagnata da una ridda di commenti di vario segno politico, per l’impatto che ha avuto la vicenda sulla città di Siena. Ma la notizia è stata appunto snobbata da Piazza Affari.

Viola-Profumo

Tuttavia la sentenza sul caso Mps emessa dalla Corte d’Appello di Milano potrebbe riverberarsi sulle altre vicende giudiziarie della banca, e potenzialmente sui conti attraverso l’ulteriore riduzione dei rischi legali che affliggono l’istituto.

Si attende infatti nei prossimi mesi il processo d’appello per l’ex presidente di Mps Alessandro Profumo ,(attuale numero uno di Leonardo) e per l’ex ceo Fabrizio Viola che in primo grado avevano subito una condanna a 6 anni per falso in bilancio e aggiotaggio. Ai due manager, ricorda in un’analisi il quotidiano MF-Milano Finanza, viene mossa la stessa accusa per la quale i giudici hanno assolto Mussari e Vigni perché il fatto “non sussiste” o per il “non doversi procedere” per alcuni reati finiti in prescrizione, cioè quella di aver contabilizzato erroneamente i prodotti strutturati Santorini e Alexandria a saldi aperti.

Anche se la transazione avvenuta con la Fondazione Mps ha abbattuto il fardello delle cause alla fine di marzo il petitum si attestava ancora a 1,87 miliardi. Il dato è in crescita rispetto agli 1,7 miliardi di fine 2021, quando la voce era articolata in 738 milioni di contenzioso civile, 283 milioni di costituzione di parte civile e 713 milioni di richieste stragiudiziali. “Quanto pesa su questi numeri il processo Viola-Profumo?”, si chiede il giornale. I bilanci non riportano una stima puntuale ma fonti vicine alla banca definiscono la cifra “molto consistente”. Lo stesso amministratore delegato Luigi Lovaglio venerdì scorso in conference ha citato fra le priorità la soluzione del problema dei rischi legali, tema che torna sotto i riflettori.

Mps, inchiesta crediti deteriorati

Intanto si avvicina la definizione dell’indagine coordinata dalla Procura di Milano sulla corretta contabilizzazione dei crediti deteriorati (Npl) di Mps e nella quale, al momento, oltre agli ex vertici della banca Alessandro Profumo, Fabrizio Viola e Paolo Salvadori, sono indagati i loro successori tra cui l’ex ad Marco Morelli e gli ex presidenti Massimo Tononi, attuale presidente di Banco Bpm, Alessandro Falciai e Stefania Bariatti.

Proprio venerdì scorso i commercialisti Stefania Chiaruttini e Luca Minetto hanno depositato la consulenza sulla vicenda npl. Questo consentirà ai pm milanesi Giovanna Cavalleri e Roberto Fontana di chiarire le imputazioni e di tirare le somme, definendo così, le posizioni delle 10 persone a cui sono al momento stati contestati i reati di false comunicazioni societarie, falso in prospetto e aggiotaggio.

In Borsa alle ore 10,49 le azioni B.Mps segnano -1,45% a 0,714 euro.

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