Ven 18 Gennaio 2019 — 01:30

Mps perde quota e aspetta gli sceicchi



Volatilità alle stelle, il titolo sempre più lontano dai recenti massimi. Intanto prosegue la caccia all’investitore: l’Ad Morelli sarebbe già in contatto con il Qatar

Mps innesca la retromarcia e crolla a 0,24 euro (-6,8%) dopo aver oltrepassato, nei giorni precedenti alla presentazione del piano, quota 0,40 euro. Dai massimi di una settimana fa il titolo ha perso il 30%. La volatilità è alle stelle. A metà seduta i volumi scambiati (96 milioni di pezzi) hanno già oltrepassato la media mensile giornaliera calcolata su base trimestrale e pari a 79 milioni di titoli.

Il prossimo appuntamento adesso è con l’assemblea straordinaria degli azionisti che, il 24 novembre, dovrà varare il piano di salvataggio approvato lunedì scorso dal cda. Il risanamento di Rocca Salimbeni passa dall’aumento di capitale fino a 5 miliardi di euro (pari a 7 volte l’attuale capitalizzazione del gruppo), con l’esclusione del diritto di opzione per gli attuali azionisti del gruppo, dalla conversione volontaria dei bond subordinati su cui sono attesi maggiori dettagli nei prossimi giorni e dallo scorporo di un pacchetto di crediti incagliati pari a 27,7 miliardi di euro.

I punti interrogativi non mancano. A iniziare dal quorum previsto affinché la stessa assemblea sia in grado, ai termini di legge, di deliberare, al 20% dell’azionariato. Un livello che, considerando l’elevata frammentarietà del dell’azionariato di Rocca Salimbeni (dove il nocciolo duro arriva al 12% circa), potrebbe non essere così scontato raggiungere.

La ricapitalizzazione dovrebbe partire tra i 5 e il 12 dicembre, all’indomani del referendum costituzionale. L’esclusione del diritto di opzione di fronte alla maxi operazione, il cui ammontare verrà definitivo nei prossimi giorni a seconda delle altre operazioni di patrimonializzazione del gruppo, potrebbe diluire al lumicino gli attuali azionisti del gruppo. Di fatto si tratta di un’Ipo, la maggiore del 2016 in Italia e, probabilmente, anche in Europa. Anche per questo gli analisti, in generale, consigliano prudenza su Rocca Salimbeni.

Per quanto invece riguarda il riacquisto dei bond subordinati, il d-day dovrebbe scattare lunedì 28 novembre, all’indomani dell’assemblea degli azionisti. L’andamento dell’operazione influirà sulla determinazione dell’ammontare dell’aumento di capitale. Tra gli istituzionali, secondo fonti di stampa, Attestor Capital si sarebbe proposto di sostenere Rocca Salimbeni a lungo termine attraverso la conversione di 1 miliardo nei bond subordinati

Per quanto infine riguarda la cartolarizzazione, Alberto Nagel, numero uno di Mediobanca che, insieme a JP Morgan ha curato il piano, ha recentemente dichiarato: “Sono stati fatti passi avanti nel lavoro di cartolarizzazione delle sofferenze con Quaestio sgr, ci sono dei cantieri che riguardano l’interesse di potenziali anchor investor e passi avanti nella struttura dell’offerta volontaria sui bond ibridi, molto lavoro è stato fatto”. Il manager, per quanto riguarda il piano, nella sua globalità, si è detto “positivo”, anche se, ha poi sottolineato Nagel, ci vuole anche che “il mercato sia positivo rispetto al collocamento da fare”.

Proseguono intanto i contatti per individuare gli “anchor investor”, ovvero destinati a trainare l’operazione di rilancio del gruppo a iniziare dalla ricapitalizzazione. Marco Morelli, amministratore delegato di Rocca Salimbeni, ha già avviato una serie di incontri tra Londra e Milano. Secondo indiscrezioni di mercato Morelli avrebbe già preso contatto con il Qatar Investment Authority, fondo sovrano per l’appunto di Doha, da molti visto come un potenziale investitore a lungo termine nel rilancio della banca più antica del mondo.

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