Ven 28 Febbraio 2020 — 18:18

Mps: nuova maxi cessione di Npl, intanto slitta il piano del Tesoro



L’ultima operazione è destinata a influire sulle trattative in corso tra il Mef e Bruxelles, focalizzate proprio sui crediti deteriorati

mps npl

Mps di nuovo sotto i riflettori dopo che ministero del Tesoro e antitrust Ue si sono accordati per rinviare a inizio 2020 il piano sul disimpegno dell’azionista pubblico dalla banca salvata nel 2017. Intanto il Monte dei Paschi di Siena ha annunciato oggi una nuova maxi cessione di Npl per 1,8 miliardi (vedi più sotto), operazione destinata a influire sulle trattative in corso tra il Mef e Bruxelles, focalizzate proprio sui crediti deteriorati.

Mps, il Tesoro tratta ancora sugli Npl

Il ministero del Tesoro avrebbe dovuto dettagliare quest’anno come intende uscire dal capitale di Banca Monte dei Paschi di Siena (di cui ha una quota di oltre 68%) entro il 2021. La proroga potrebbe essere dettata da motivi tecnici, ma la formulazione generica (“a inizio anno”) sembra indicare che è tuttora in corso una serrata trattativa, in cui il Mef cerca soprattutto di minimizzare le perdite su un investimento costato circa 7 miliardi (6,9 per la precisione, di cui 5,4 miliardi per la ricapitalizzazione e 1,5 nel concambio bond-azioni a valle del burden sharing). Fra l’altro in Borsa il titolo è fra i pochi bancari ad avere ceduto terreno quest’anno, a fronte di un rialzo di circa il 25% per l’indice di settore.

Il nodo della cessione di crediti ad Amco

Il Mef ha spiegato domenica sera in una nota che “i servizi della Commissione europea e del ministero dell’Economia e delle Finanze, su richiesta delle autorità italiane, hanno concordato di posticipare all’inizio del 2020 la presentazione del piano di dismissione della partecipazione del Ministero nella Banca Monte dei Paschi, alla luce e in linea con l’interlocuzione in corso in merito a un’operazione di derisking della banca” ossia alla maxi cessione di Npl ad Amco (ex Sga), società controllata al 100% dal Tesoro.

Aiuto di Stato

Proprio nel fine settimana indiscrezioni di stampa avevano ipotizzato il passaggio di 11 miliardi di crediti in sofferenza e inadempienze probabili ad Amco a prezzi di mercato, come richiesto dalla Dg Comp europea che altrimenti contesterebbe l’aiuto di Stato.

L’obiettivo come noto è ripulire la banca dal fardello dei crediti deteriorati per venderla più facilmente.

Una simile operazione, a prezzi di mercato, comporterebbe però uno sbilancio per Mps quantificato in 1-1,5 miliardi, che secondo l’ipotetico nuovo piano del Tesoro potrebbe essere ripianato dal potenziale compratore.

Mps cede 1,8 miliardi di Npl

L’operazione annunciata oggi è destinata intanto a influire sulla trattativa e sull’eventuale transazione futura con Amco.

Mps ha concluso ulteriori tre operazioni di cessione di crediti deteriorati per un importo totale di circa 1,8 miliardi di euro. Gli accordi si sommano ai precedenti conclusi nel corso del 2019 e portano a circa 3,8 miliardi di euro i non-perfoming exposures (Npe) complessivamente ceduti dal gruppo nel corso dell’anno.

Avanti nel piano di ristrutturazione

I deal annunciati oggi riguardano, in particolare: la cessione pro-soluto di crediti non performing (Npl), in prevalenza unsecured, per circa 1,6 miliardi a illimity Bank; e il deconsoloidamento di 200 milioni di crediti Utp (unlikeky to pay o inadempienze probabili).

L’Npe ratio lordo di Mps scende a circa 12,5%, informa la banca, “raggiungendo con due anni di anticipo l’obiettivo del 12,9% previsto dal Piano di Ristrutturazione a fine 2021”.

In Borsa alle ore 10,21 le azioni Banca Mps segnano +1,01% a 1,402 euro.

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