Mer 08 Dicembre 2021 — 14:13

Mps: maxi aumento di mercato, Tesoro resta fino al 2023



Il Mef tratta con Bruxelles e punta a mettere al riparo gli obbligazionisti da eventuali perdite

mps aumento

Mps vede all’orizzonte un aumento di capitale a condizioni di mercato, nelle intenzioni del Tesoro, che vuole evitare il meccanismo della ricapitalizzazione precauzionale e della condivisione delle perdite (burden sharing).

Mps, Tesoro in maggioranza fino al 2023?

A indicarlo sono le ultime indiscrezioni provenienti dal dossier Monte dei Paschi di Siena, confermando le voci già circolate ieri secondo cui il Mef dovrebbe mettere al riparo gli obbligazionisti da eventuali perdite.

Roma ha avviato le discussioni con la Dg Comp europea per concordare una proroga della privatizzazione di Mps, dopo che è saltata l’acquisizione da parte di Unicredit. Lo Stato doveva uscire entro il 2021. Sempre secondo quanto trapela, la proroga richiesta sarebbe di 12-18 mesi, estendibile a 24 mesi, per cui si andrebbe fino al 2023.

Il Tesoro  ha quota nel Monte pari al 64%.

Prosegue intanto il recupero dei 4 bond subordinati Mps, dopo la giornata nera di lunedì in scia allo stop dei negoziati tra il Mef e Unicredit. I titoli anche ieri avevano recuperato terreno, dal momento che sembrano allontanarsi i timori di un possibile burden sharing.

Si punta infatti a un aumento con diritto d’opzione che il Tesoro sottoscriverebbe pro quota, presentando l’operazione come il primo atto di un rilancio che nelle speranze di Roma dovrebbe portare a una (futura) fusione.

Mps, aumento di capitale in arrivo

La ricapitalizzazione dovrebbe avvenire nel corso del 2022. La taglia dell’operazione parte dai 2,5 miliardi del piano stand alone firmato dall’ad Guido Bastianini. Tuttavia, secondo alcuni rumors riportati oggi dal quotidiano La Repubblica, il vero punto di partenza dovrebbe essere l’esito degli stress test condotti dall’Eba lo scorso luglio.

Nello scenario peggiore, la banca senese avrebbe avuto un Cet1 negativo nel 2023; in tal caso, secondo le ipotesi di alcuni analisti, le necessità di capitale sarebbero intorno ai 5 miliardi. D’altra parte, secondo lo scenario di base le necessità di ricapitalizzazione scenderebbero a circa 730 milioni. Probabilmente l’iniezione di mezzi freschi necessaria oscillerà tra i 3 e i 4 miliardi, in modo da rispettare i requisiti dettati dalla vigilanza, ma anche per presentarsi sul mercato in condizioni accettabili.

Si prevede fra l’altro un numero di esuberi superiore ai circa 2.500 previsti dal vecchio piano, ma probabilmente distanti dalle cifre circolate durante il negoziato con Unicredit (6-7000); insieme a un cambio di management, anche per sottolineare con Bruxelles la discontinuità rispetto alla situazione attuale.

Intanto in Borsa alle ore 15,18 le azioni B.Mps segnano un -1,04% a 1,051, con il Ftse Italia Banche a sua volta debole oggi a -1,22%.

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