Gio 21 Novembre 2019 — 02:57

Mps, l’ultima ipotesi: nel 2017 salvata da Bce, doveva fallire



La relazione della stessa Eurotower puntava anche il dito contro un sistema fraudolento per mantenere i crediti in bonis nonostante le difficoltà della aziende che avevano ricevuto i prestiti

Mps news npl

Mps nel 2017 doveva fallire. Ma fu salvata dalla Bce, che aprì le porte della ricapitalizzazione precauzionale nonostante avesse poche settimane prima certificato per la banca senese un Cet1 di appena lo 0,58% (a fine 2015). Lo scrive Bloomberg, ipotizzando questa ricostruzione sulla base di un documento finora inedito: la relazione finale, datata 2 giugno 2017, del team ispettivo della Bce che da maggio del 2016 al febbraio 2017 esaminò i crediti di Mps. La vicenda viene inoltre ripercorsa oggi da un articolo del quotidiano La Stampa, che aggiunge un dettaglio scabroso: la stessa relazione cita un sistema fraudolento che mirava a mantenere i crediti in bonis malgrado le difficoltà della aziende che avevano ricevuto i prestiti.

Mps: nel 2017 fu salvata dalla Bce

Mps, in base a queste ricostruzioni, nel 2017 fu di fatto salvata dalla Bce. La relazione infatti risale al 2 giugno 2017, mentre il 28 giugno successivo, la stessa Bce comunicò alla Commissione Ue che Mps possedeva i requisiti per la ricapitalizzazione precauzionale ossia per il salvataggio pubblico. Su input di Francoforte, arrivò così la luce verde all’intervento statale per 5,4 miliardi di euro complessivi nel quadro del burden sharing.

I commenti di Mps e Bce

Fonti vicine a Mps, citate dalla Stampa, indicano come non solo la Bce abbia ritenuto la banca solvibile, ma anche come tra la data del bilancio analizzato dagli ispettori (2015) e la ricapitalizzazione l’istituto abbia effettuato massicce rettifiche sui crediti. Tra 2015 e 2016 sono state pari a circa 4 miliardi di euro.

Quanto alla Bce, un portavoce spiega al quotidiano torinese che “il rapporto ispettivo ha natura confidenziale. Mette in risalto i rischi derivanti dalla valutazione di alcuni asset di Mps. I principali risultati del rapporto sono stati condivisi con le autorità coinvolte e presi in considerazione per le decisioni successive”.

Mps, sui crediti un “sistema fraudolento”

La stessa relazione, in base a quanto viene riportato, rivela poi un sistema fraudolento attraverso il quale i crediti continuavano a essere classificati in bonis nonostante le difficoltà dei creditori. Secondo questo presunto schema, all’azienda in difficoltà già affidata veniva concesso un nuovo credito, prendendo in garanzia lo stesso immobile già dato in garanzia per il primo prestito, facendo figurare come se fossero due immobili diversi.

La relazione della Bce, in possesso del quotidiano La Stampa, “è stata depositata nel procedimento contro la richiesta di archiviazione della procura di Milano delle accuse di falso in bilancio contro gli ex vertici Alessandro Profumo e Fabrizio Viola”, si legge anche sul giornale.

Mps: avanti con il funding tramite nuova cartolarizzazione

Venendo al presente, Mps prosegue i suoi tentativi di rilancio, come lo scioglimento del contratto con il servicer Juliet per avere mani libere sugli Npl, operazione che ieri ha consentito anche un rimbalzo in Borsa.

Oggi la Banca Monte dei Paschi di Siena ha annunciato di avere completato con successo un’operazione di cartolarizzazione di un portafoglio di circa 2,3 miliardi composto da finanziamenti in bonis erogati a piccole e medie imprese italiane.

La Banca Europea per gli Investimenti (Bei) e Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) hanno sottoscritto rispettivamente Euro 400 milioni e Euro 320 milioni di titoli senior della Classe A2.

Intanto in Borsa alle ore 12,16 le azioni Banca Mps segnano +0,89% a 1,136 euro, in una giornata debole per il comparto.

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