Mar 17 Settembre 2019 — 22:05

Mps, la Ue torna in pressing: un advisor per la cessione di crediti alla Sga



Verso un incarico a Oliver Wyman, consulente gradito alle autorità europee, per valutare il rispetto dei criteri contabili che rendono l’operazione a valore di mercato

Mps news

La Ue torna in pressing su Banca Mps e chiede la nomina di un advisor per la cessione di crediti alla Sga del Tesoro. Bruxelles, che nel 2017 attraverso la Dg Comp europea ha scritto assieme al Tesoro il piano di ristrutturazione della banca senese, vuole infatti una sorta di garanzia di imparzialità sull’operazione che vedrà il Monte dei Paschi cedere alla Sga un quantitativo di Npl e Utp fino a 7 miliardi. E il consulente prescelto sarebbe Oliver Wyman, l’advisor gradito alle autorità europee, tanto che fu schierato da Bruxelles durante i negoziati per il salvataggio di Mps poi culminato nell’operazione di burden sharing.

Banca Mps, faro Ue su cessione crediti a Sga del Tesoro

Secondo una ricostruzione del quotidiano Il Messaggero, che ha anticipato la notizia, la Dg Comp ha comunicato la scorsa settimana a Mps che il via libera all’operazione sui crediti deteriorati sarebbe arrivato solo con la nomina di un advisor.

La cessione di Npl (non performing loans) e Utp (Unlikely to pay ovvero inadempienze probabili) dovrebbe avvenire con la Sga, la Società di gestione degli attivi di proprietà del Mef. In pratica un’operazione tra parti correlate, visto il comune azionista di riferimento. L’operazione si inquadra nella strategia di Mps sui crediti deteriorati confermata recentemente dall’ad Morelli.

La scelta dell’advisor dovrebbe ricadere su Oliver Wyman, società di consulenza americana, molto utilizzata dalla Vigilanza europea Bce e dall’Antitrust Ue.

Mps e l’incarico a Oliver Wyman

L’incarico a Oliver Wyman, spiega il Messaggero, serve per valutare il rispetto dei criteri contabili che rendono l’operazione a valore di mercato, che è la preoccupazione principale dell’Antitrust di Bruxelles per evitare distorsioni competitive.

E affinché l’operazione sia a valori di mercato devono ricorrere due condizioni: il trasferimento del rischio da Mps alla Sga per il deconsolidamento delle esposizioni dai libri senesi e il funding della Sga deve essere autonomo nel senso che non ci può essere vendor loan, cioè un prestito da parte del venditore (appunto Mps).

Peraltro Mps, in virtù degli accordi con le autorità comunitarie, è già sottoposta a controlli con cadenza trimestrale da parte di un monitoring trustee di Degroof Petercam Finance, attività di monitoraggio che serve a verificare l’esecuzione del piano industriale.

Mps, per l’Italia rischio procedura d’infrazione

Tuttavia, come preannunciato dall’ad Marco Morelli, il deterioramento dell’economia costringerà a rivedere in parte i target concordati dal monte dei Paschi di Siena in Europa. Inoltre entro la fine di quest’anno il Tesoro dovrà indicare a Bruxelles come intende ridursi dal 68% e uscire dal capitale di Mps entro il 2021.

Il rischio in caso contrario è che l’Europa apra una nuova procedura di infrazione, dopo quella sul debito, nei confronti dell’Italia, a causa “di deviazioni anche minime delle prescrizioni della Commissione europea”.

Intanto in Borsa a metà mattina le azioni Mps segnano un +0,77% a 1,041 euro dopo aver toccato nei giorni scorsi i minimi storici a 1 euro. Il Ftse Italia Banche avanza dello 0,88%.

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