Dom 24 Gennaio 2021 — 01:24

Mps, la Fabi insiste per polo con Carige e Popolare Bari



Governo diviso. L’istituto pugliese e quello ligure intanto tentano il rilancio in uno scenario minacciato dall’impatto del Covid

Mps carige bari

Un polo bancario pubblico che schieri Mps, Carige e Bari: resta questo il progetto caro alla Fabi, che è il principale sindacato della categoria, per il futuro del Monte dei Paschi di Siena.

Mps, Carige e Bari

Ad affermarlo è stato il segretario generale Lando Maria Sileoni in un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera all’indomani dell’opa lanciata da Crédit Agricole sul Creval, un’operazione che vede proprio i sindacati bancari fra i vincitori, in quanto l’aggregazione non dovrebbe vedere alcun redde rationem come si rischia in questi casi. Sono previste semmai uscite volontarie, che la banca francese promette di gestire con saggezza.

L’offerta di Crédit Agricole sul Credito Valtellinese ha riacceso però anche la speculazione su quale potrebbe essere la prossima mossa di consolidamento bancario. E l’attenzione ricade su Mps, visto che il Tesoro è in pressing per cedere o ridurre drasticamente la propria quota del 68,2% a Unicredit (che però ha smentito ripetutamente) o altro istituto. Un’altra parte del governo (principalmente di espressione Movimento 5 Stelle) vorrebbe mantenere la banca senese sotto l’egida pubblica e ha messo sul tavolo anche l’ipotesi di polo Mps-Carige-Popolare di Bari.

Mps e la “pista” Unicredit

L’ipotesi Unicredit invece impensierisce i sindacati e soprattutto la Fabi di Sileoni, che ha già sponsorizzato i tentativi di La situazione di Mps, spiega il sindacalista, “va monitorata. Non vedo bene che possa finire a Unicredit per di più con soldi pubblici, perché avrebbe impatti molto pesanti a livello territoriale e occupazionale, che temo sarebbe difficile da gestire anche con il fondo esuberi, che pure copre fino a 7 anni di scivolo su base volontaria”.

Alternative? “O prendersi altri due anni di tempo per cercare un partner, ma si deve trattare con la Ue, o creare un polo con Carige e Popolare di Bari, pulito da rischi legali e creditizi. Nascerebbe una banca pubblica da 2.300 sportelli che, sul modello di Poste, potrebbe usare dietro convenzioni servizi e prodotti di altre banche. Diventerebbe una banca-rete che non creerebbe bagni di sangue perché le tre banche non sono territorialmente sovrapposte, e senza esborsi dello Stato. Ma nel governo c’è divisione su questo, e anche dentro Pd e M5S”, ha spiegato Sileoni nell’intervista odierna.

Emergenza Covid

Sia la Banca Popolare di Bari sia Carige sono istituti finiti al centro di complessi piani di salvataggio e in cerca ora di rilancio, ma alle prese anche con il possibile impatto dell’emergenza Covid sui rispettivi bilanci.

La Popolare Bari è oggi controllata al 97% da Mediocredito Centrale (Mcc), istituto partecipato al 100% da Invitalia, l’agenzia del ministero dell’Economia guidata dal 2007 da Domenico Arcuri, l’attuale commissario per l’emergenza Covid.

Carige in realtà ha già un merger programmato nel futuro con Ccb, legato però all’opzione call che per il momento Cassa Centrale Banca non ha intenzione di esercitare, preferendo valutare i prossimi sviluppi sul fronte coronavirus e rinviare ogni decisione al 2021.

Intanto in Borsa alle ore 10,44 le azioni Mps recuperano terreno con un +2,89% a 1,28 euro, assieme al resto del comparto che vede il Ftse Italia Banche in rialzo di oltre il 2%.

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