Mer 30 Novembre 2022 — 02:11

Mps strappa accordo alle banche su aumento di capitale per il rotto della cuffia



Raggiunta in extremis un’intesa, nuove azioni offerte da lunedì a 2 euro. Ecco tutti i dettagli

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Mps ha trovato l’accordo con le banche del consorzio di garanzia sull’aumento di capitale da 2 5 miliardi. L’intesa arriva dopo un’intensa maratona negoziale protrattasi per quasi 48 ore.

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Più in dettaglio, Mps ha ottenuto la garanzia del consorzio di banche fino a 807 milioni su 2,5 miliardi, mentre 50 milioni li mette il fondo Algebris di Davide Serra.

Ovviamente confermata la quota di 1,6 miliardi a carico del Tesoro, azionista del Monte dei Paschi di Siena al 64%. Viene allontanato lo spettro del burden sharing.

Gli impegni di sottoscrizione da parte di terzi investitori ammontano a 37 milioni. Inoltre vengono segnalati “a supporto dell’operazione ulteriori impegni di sub-underwriting per un importo complessivo pari a oltre il 50% della quota dell’aumento di capitale riservata agli azionisti diversi dal Mef”.

Mps, sconto sul Terp

Le azioni vengono offerte a 2 euro con un rapporto di 374 nuove azioni Banca Mps ogni tre possedute. Lo sconto sul Terp (prezzo teorico ex diritto) è inferiore all’8% – per la precisione è al 7,79% – in un’operazione che Borsa Italiana qualifica come “fortemente diluitiva”.

Mps era ai ferri corti con le banche del consorzio di pre-garanzia, che puntavano il dito contro una valutazione giudicata eccessivamente generosa. Le otto banche del consorzio di garanzia sono Bofa, Citi, Credit Suisse, Santander, Barclays, Socgen e Stifel.

Quanto al calendario dell’aumento Mps, come auspicato dal ceo Luigi Lovaglio partirà lunedì prossimo, 17 ottobre, e si concluderà il 3 novembre. I diritti di opzione, negoziabili in Borsa fino al 25 ottobre, potranno essere esercitati fino al 31 ottobre mentre quelli non sottoscritti saranno offerti in Borsa, attraverso l’asta dell’inoptato, l’1 e il 2 novembre e il loro esercizio dovrà avvenire entro il 3 novembre.

La trimestrale è stata posticipata dal 3 al 10 novembre “per consentire il recepimento degli effetti derivanti dall’esodo volontario dei dipendenti”.

In Borsa dopo un’apertura positiva, sulle ali dell’entusiasmo per l’accordo raggiunto, le azioni B.Mps crollano per chiudere con un -33,14% a 17,102 euro.

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