Dom 26 Settembre 2021 — 02:42

Mps corre in Borsa tra rumors bond subordinato e lettera fondo Apollo



La banca smentisce l’emissione ma conferma l’interesse del fondo a partecipare alla data room

trimestrale mps

Azioni Mps sugli scudi oggi in Borsa, mentre i diversi dossier che riguardano la banca senese finiscono al centro di nuove voci. Secondo indiscrezioni di stampa, Banca Mps si prepara a lanciare un bond subordinato At1 da 500 milioni per puntellare il capitale e, in linea con la normativa, assicurare la continuità aziendale. In serata, a mercato chiuso, l’istituto ha smentito di avere in programma questa obbligazione. Altri rumors segnalano invece l’interesse manifestato da alcuni fondi a partecipare alla data room organizzata per la privatizzazione. Una lettera è stata inviata dal fondo Apollo, circostanza questa confermata da Mps, mentre altri tre sarebbero intenzionati a farsi avanti: Blackstone, Lonestar e Hellman & Friedman.

Mps, bond subordinato At1 da 500 milioni

Il titolo era già balzato di oltre il 7% venerdì scorso dopo le aperture del presidente designato di Unicredit, Pier Carlo Padoan, secondo cui l’ipotesi di un’acquisizione “sarà valutata come tutte le altre, facendo i conti”.

Mps, va ricordato, aspetta anche di conoscere quali saranno gli orientamenti del premier incaricato Mario Draghi sul futuro della banca controllata dal Tesoro al 64%.

In tale contesto domani il cda esaminerà i conti del 2020, che il mercato prevede in perdita per 1,5 miliardi. E, secondo quanto scrive Repubblica, prende piede l’ipotesi di un bond subordinato At1 da 500 milioni. L’emissione dovrebbe garantire, nel rispetto della normativa, la continuità aziendale.

La banca come è noto stima al 31 marzo un deficit patrimoniale di 300 milioni e di 1,5 miliardi a fine 2021.

Mps, tempi stretti per il bond subordinato

Ci sarebbero già impegni formali da parte di investitori istituzionali e banche d’affari a sottoscrivere il bond, primo atto del rafforzamento da 2,5 miliardi prefigurato da Siena nel capital plan.

Secondo la ricostruzione di stampa, che prevede il lancio del bond subordinato già a febbraio, ci sono 20 giorni per rafforzare il capitale del Monte dei Paschi di almeno 300 milioni, senza i quali i revisori contabili di Pwc difficilmente sarebbero in grado di certificare la continuità aziendale.

Il nulla osta di Pwc deve arrivare 21 giorni prima dell’assemblea ordinaria. In questo caso il termine è quindi il 15 marzo, tre settimane prima dell’assise di Mps convocata per il 6 aprile.

La cedola del bond At1 dovrebbe superare l’8%. Ma la banca, come detto, ha riferito in serata che “non è allo studio l’emissione di alcuna obbligazione subordinata”.

Mps, Apollo e il presunto interesse dei fondi

Da parte sua il Messaggero parla di “quattro fondi in fila a Rocca Salimbeni, in attesa dell’apertura della data room”.

Finora, scrive il giornale, è arrivata al consiglio di Mps la lettera di un fondo: Apollo (e la banca in questo caso conferma), mentre altri tre hanno annunciato l’intenzione di voler esaminare i numeri. Si tratta di Blackstone, Lonestar, Hellman & Friedman.

Poi nella partita dovrebbe entrare Unicredit, ma da metà aprile in poi con l’insediamento di Andrea Orcel al timone e, secondo la ricostruzione di stampa, senza l’obiettivo di voler andare avanti ma principalmente per “garbo istituzionale”.

In Borsa le azioni Mps hanno chiuso oggi con un balzo del +19,07% a 1,38 euro.

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