Dom 26 Settembre 2021 — 01:57

Mps come Alitalia, per la Bce dovrà dire addio allo storico marchio



Rumors su un chiarimento di Francoforte. Intanto Unicredit rafforza la squadra impegnata nella due diligence: ben 1.000 suoi dipendenti in data room

mps ruocco

Non si arresta il flusso di indiscrezioni sul dossier Unicredit-Monte dei Paschi di Siena. Nuovi rumors di stampa hanno confermato l’ipotesi già emersa a inizio agosto di un aumento di capitale fino a 3 miliardi per la banca senese. In caso di aggregazione sembra invece ormai deciso che Mps dovrà dire addio al suo storico marchio.

Mps dirà addio al marchio

La vigilanza Bce in particolare avrebbe chiarito che, nel caso di un’acquisizione da parte della banca guidata da Andrea Orcel, il marchio Mps non potrebbe più continuare a esistere automaticamente, ma solo accostato alle insegne di Unicredit.

Il marchio Mps quindi non potrà più avere vita autonoma in una legal entity, poiché la Bce pretende la discontinuità come la Ue nel caso Alitalia.

In pratica, scrive oggi il Messaggero che pubblica la notizia, è un “no” alla resurrezione di una mini-Mps (banca fondata nel 1472 e considerata la più antica del mondo).

Il tema interessa da vicino soprattutto la politica, in campo per le elezioni suppletive a Siena. Fra le varie ipotesi, spiega il giornale romano, il segretario e candidato Pd Enrico Letta aveva proposto di insediare a Siena le attività corporate di Unicredit, sotto le insegne di Mps, spostando anche il personale da Milano.

Unicredit setaccia i crediti di Mps

Intanto prosegue la due diligence di Unicredit su Mps, avviata in virtù di un’esclusiva con il Tesoro in scadenza il prossimo 7 settembre. Esclusiva che secondo il Messaggero “quasi certamente” verrà prorogata poiché l’esame delle carte si sta rivelando più impegnativo delle previsioni. Non a caso il ceo Andrea Orcel, rispetto ai 30 uomini iniziali, ha distaccato 1.000 dipendenti in data room a dimostrazione della complessità dell’operazione.

Solo martedì scorso a Mps, che è affiancato dagli advisor Credit Suisse e Mediobanca, sono arrivate ulteriori 8.000 richieste di chiarimenti che si aggiungono alle precedenti per un totale di 22.000 domande.

In un vertice da remoto, cui ha partecipato anche il Tesoro e appunto la vigilanza Bce, sarebbe stato fatto il punto del negoziato e sarebbe emerso che Unicredit ha richiesto una valanga di informazioni su personale e qualità dei crediti.

Pertanto esuberi e crediti si confermano i nodi più importanti della partita Unicredit-Mps. A fine mese Orcel dovrebbe riferire al Tesoro l’idea di perimetro selezionato che equivale a circa l’80% dell’attuale Monte dei Paschi al netto della scissione di rischi, contenziosi anche futuri e dopo che il Mef avrà ricapitalizzato Siena.

In Borsa alle ore 9,26 le azioni Unicredit trattano invariate a 10,128 euro; B.Mps -0,49% a 1,126 euro.

azioni Carige 24-09-2021 — 10:04

Carige, la Bce torna in pressing ma Genova ora punta su fusione a tre

Francoforte avrebbe chiesto al Fitd un piano alternativo alla ricerca di un partner

continua la lettura