Gio 29 Ottobre 2020 — 05:09

Mps bussa a Unicredit, ma per ora porta chiusa



Il titolo della banca milanese è comunque debole a Piazza Affari dopo una bocciatura da parte di Credit Suisse

mps unicredit

Mps, alla ricerca di un compratore assistita da Mediobanca, avrebbe bussato alla porta di Unicredit. Lo scrive oggi il quotidiano La Repubblica. La banca milanese, contattata dallo stesso giornale e pur rimanendo fedele alla linea di non commentare i rumors di stampa, ha ricordato di “non essere interessata ad acquisizioni”. Il titolo è comunque debole a Piazza Affari dopo una bocciatura da parte di Credit Suisse (vedi più sotto nell’articolo), mentre Mps come il resto del listino prova un rimbalzo dopo il sell-off di ieri, e lo trova anche grazie all’appeal speculativo per una possibile fusione.

Mps si offre a Unicredit

Fra l’altro, la stessa Mps sembra trovarsi oggi al centro di un tira e molla tra le due anime della maggioranza di governo, con il ministro Gualtieri (Pd) che punta alla ri-privatizzazione e la componente M5s che insiste per un ruolo pubblico della banca senese.

Secondo la ricostruzione, il Tesoro, primo azionista con oltre il 68% di Mps, sarebbe tornato giorni fa alla carica con Unicredit, come ipotetico compratore già sondato verso luglio.

Tuttavia, come allora, l’ad Jean Pierre Mustier avrebbe chiesto, per sedersi al tavolo negoziale, una cornice finanziaria di “assoluta neutralità” circa l’impatto sul capitale di Unicredit.

Banche venete

Secondo tre diverse fonti, scrive Repubblica, ciò si declinerebbe in una contropartita in contanti per assorbire lo sbilancio dovuto all’acquisizione dell’attivo Mp, oltre che i rischi legali della banca, che ha richieste danni (petitum) per complessivi 10 miliardi.

Viene portata ad esempio l’operazione con cui, nell’estate 2017, Intesa Sanpaolo si accollò parte degli asset delle banche venete (Popolare di Vicenza e Veneto Banca) ottenendo però circa 5 miliardi dallo Stato.

Secondo le indiscrezioni, il secondo nome nell’agenda del Monte dei Paschi di Siena è Banco Bpm. Finora non risulta che il Tesoro abbia contattato i vertici di Banco Bpm, peraltro a sua volta accostata a Unicredit, ma la chiamata potrebbe essere vicina.

Equita

“Assumendo che l’acquisizione possa richiedere 2 miliardi di costi di integrazione, stimiamo che per essere neutrale a livello patrimoniale, sia necessario una ricapitalizzazione di circa 4 miliardi (senza considerare la copertura dei rischi legali)” la stima degli analisti di Equita Sim, che commentano i rumors.

Per la sim le risorse già stanziate dal Mef (1,5 miliardi) “sono sufficienti per procedere con lo spin-off dei Npe (Non performing exposures) ad Amco e completare il derisking, ma potrebbero risultare non sufficienti per rendere ancora più appetibile la banca in un’ottica di M&A, anche ipotizzando un intervento da parte di Unicredit”.

Unicredit, Credit Suisse taglia raccomandazione

Intanto in un report gli analisti di Credit Suisse hanno tagliato la raccomandazione su Unicredit da outperform a neutral, confermando il target price di 9,50 euro.

Il broker continua a vedere Unicredit come una banca ben gestita con un bilancio solido e una gestione dei costi disciplinata. Tuttavia, il potenziale di aumento a breve termine per le stime di consenso è piuttosto limitato, è scritto nel report della banca svizzera.

In Borsa alle ore 10,45 le azioni Unicredit cedono un -1,3% a 7,005 euro, Banca Mps +5,19% a 1,357 euro.

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