Dom 25 Ottobre 2020 — 11:11

Mps-Banco Bpm, ipotesi fusione non entusiasma il mercato



Cauti anche gli analisti. Alla banca lombardo-veneta servirebbero almeno 4 miliardi, una parte dei quali da reperire sul mercato

mps banco bpm

L’ipotesi di una fusione tra Mps e Banco Bpm, rilanciata nelle ultime ore da alcuni organi d’informazione non sembra convincere per ora il mercato. La reazione dei rispettivi titoli infatti è sostanzialmente neutrale ai rumors di stampa, che pure danno conto di un incontro tra il ceo della banca lombardo-veneta, Giuseppe Castagna, con la presidente senese Patrizia Grieco.

Mps-Banco Bpm, ipotesi fusione

A innescare il turbine di indiscrezioni è stata poi l’operazione annunciata da Mps sulla scissione di ben 8,1 miliardi di crediti deteriorati in favore di Amco, che dovrà ora ricevere il via libera della Bce e delle assemblee straordinarie, per compiersi entro l’anno attraverso un meccanismo di concambi che dovrebbe vedere il Tesoro scendere dal 68,2% Mef al 65,2% e potenzialmente fino al 63,8% del Monte dei PAschi di Siena.

L’idea è che la maxi pulizia di bilancio possa facilitare una fusione per Mps, consentendo al Tesoro di uscire dal capitale più rapidamente.

L’incontro tra Castagna e Grieco

L’eventuale matrimonio tra Mps e Banco Bpm sarebbe poi una scelta obbligata, in quanto l’offerta di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca, in partenza lunedì 6 luglio, dovrebbe togliere dal mercato l’istituto guidato da Victor Massiah.

Fino a pochi mesi fa, la fusione tra Banco Bpom e Ubi era data praticamente per scontata, e recentemente ci sarebbe stato addirittura un tentativo di ravvivarla, con un vertice tra i rispettivi vertici per studiare come mettere in fuori gioco l’ops di Intesa Sanpaolo.

Ieri invece il numero uno di Bpm Giuseppe Castagna si è recato presso la sede milanese di Mps, dove ha incontrato la nuova presidente dell’istituto senese Patrizia Grieco.

Banco Bpm, per Mps servirebbero 4 miliardi

Fonti di Siena hanno smentito che l’incontro milanese tra Castagna e Grieco sia servito per parlare della fusione. Secondo quanto ricostruito dal quotidiano La Stampa, Castagna vedrebbe tuttavia con favore questa operazione, che consentirebbe a Banco Bpm di uscire dall’angolo dove rischia di trovarsi se dovesse andare in porto l’ops di Intesa su Ubi Banca.

Sul dossier il manager potrebbe contare anche sui buoni uffici del suo presidente, Massimo Tononi, ex Mps e in ottimi rapporti con il direttore generale del Mef, Alessandro Rivera, che gestisce le partite bancarie.

Tuttavia la quadratura del cerchio è ancora lontana. Il primo ostacolo è di natura politica e riguarda le rispettive posizioni nel governo da parte di Pd e M5s. Ma soprattutto, spiega una delle fonti interpellate dal giornale, a Bpm servirebbero almeno 4 miliardi, una parte dei quali da reperire sul mercato, operazione non facile nell’era post-Covid.

Resta inoltre l’incognita delle cause legali, visto che il contenzioso (petitum) di Banca Mps sfiora i 5 miliardi.

Analisti

Gli analisti di Equita commentando i rumors su Mps-Banco Bpm sottolienano che “lo scenario di un’aggregazione fra Banco Bpm e Banca Mps ci sembra molto prematuro visto che Mps deve ancora completare il piano di derisking annunciato entro fine anno”. In ogni caso, ammette la Sim, “Mps diventerà un target di M&A molto più appetibile rispetto al passato”.

Un’aggregazione con Banco Bpm farebbe scendere l’Npe ratio di Banco Bpm dall’attuale 9,2% al 7% circa della nuova entità. Il Cet 1 del nuovo soggetto si attesterebbe all’11,9% dal 12,6% di Banco Bpm. “Ipotizzando un’operazione carta contro carta e un concambio di 1 azione Banco Bpm per ogni azione Mps (che implica un premio del 18% a Banco Bpm), il Mef si ridurrebbe dal 64% al 25%”.

Allo stesso tempo “ipotizzando 1,1 miliardi di oneri di ristrutturazione per ridurre l’Npe ratio al 5% (4 miliardi di cessione) e il numero di dipendenti del 10%, il Cet1 scenderebbe a circa 11,2%, da cui deriverebbe una probabile necessità di aumento di capitale”.

In Borsa alle ore 11,28 le azioni Mps segnano +1,27% a 1,597 euro, Banco Bpm -1,17% a 1,3125 euro, meglio Anima +1,99% interessata al dossier in quanto vanta accordi di partnership con entrambi gli istituti.

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