Lun 26 Ottobre 2020 — 07:15

Mps avvia la revisione del piano con Bruxelles



Partita la selezione degli advisor, al centro delle nuove strategie una fusione? Intanto lo Stato rimanda l’uscita prevista nel 2021

mps fusione

Mps ha avviato la revisione del piano concordato con la Ue nel 2017 all’epoca del salvataggio da parte del Tesoro. L’azionista pubblico, che si è messo alla ricerca degli advisor, chiederà altro tempo per uscire dal capitale della banca senese (dove è presente con il 68,2%), ma secondo indiscrezioni di stampa sarebbe pronto a farsi da parte a fronte di una possibile fusione.

Mps, piano sarà rivisto

La decisione di rivedere il piano di ristrutturazione arriva dopo l’insediamento dei nuovi vertici, con il ceo Guido Bastianini alla plancia di comando, e il via libera arrivato da Bruxelles alla bad bank ossia al maxi trasferimento di crediti deteriorati ad Amco, dossier ora al vaglio della vigilanza Bce (verdetto atteso entro giugno).

Banca Mps, scrive oggi il Sole 24 Ore, punta ora a definire entro l’autunno un nuovo piano industriale da negoziare con la Commissione Ue. Un piano contenente nuovi obiettivi finanziari e che, sulla base di nuove trattative con Bruxelles, dovrebbe portare a una nuova data di “scadenza” per la presenza dello Stato nel capitale (e che peraltro va più che mai di moda in tempi di emergenza Covid).

Colloqui con advisor

Pertanto, spiega il quotidiano, sarebbero stati avviati colloqui informali con alcuni advisor.

La revisione del piano era stata già ipotizzata dall’ex ceo Morelli e si spiega innanzitutto con gli obiettivi obsoleti delle strategie concordate nel 2017, che prevedevano ad esempio per l’Italia un Pil 2020 in crescita dello 0,8% (potrebbe crollare a doppia cifra causa Covid) e stime sull’andamento dei tassi rivelatesi inverosimili (Euribor a 3 mesi allo 0,62% contro -0,3% attuale).

Piano Mps, verso fusione?

Il punto di partenza del nuovo piano Mps sarà la qualità del credito, destinata però a vedere un abbattimento dei crediti deteriorati se l’operazione con Amco (si parla di circa 9 miliardi trasferiti su uno stock di 11,5 miliardi) dovesse andare in porto, come pare ormai scontato.

Ma si guarderà al tema M&A con una fusione resa più facile dallo smaltimento degli Npl, come evidenziato nei giorni scorsi da un report di Goldman Sachs che ha alzato il target price su Mps, peraltro con prudenza.

Ma per ora lo Stato resta

Intanto per ora lo Stato resta nel Monte dei Paschi di Siena e punta a da allungare la deadline sulla sua permanenza nel capitale oltre il 2021.

Potrebbero inoltre essere allentati i paletti che hanno imposto finora alcune rigidità dal taglio dei costi al contenimento dei rischi.

Intanto in Borsa le azioni Mps recuperano altro terreno: alle ore 11,17 il titolo segna +5,2% a 1,478 euro.

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