Lun 06 Dicembre 2021 — 23:56

Mps, aumento e fusione entro marzo?



Il Tesoro punta ancora al merger con Unicredit, si avvicina il cda del 17 dicembre sul nuovo piano strategico

mps trimestrale

Per Mps si profila uno scenario in cui aumento di capitale e fusione (con Unicredit ancora privilegiata) potrebbero avvenire in un’operazione contestuale e cioè non più in due “mosse” separate. E’ quanto riferiscono le ultime indiscrezioni di stampa quando mancano due giorni al cda del 17 dicembre chiamato a delineare il nuovo piano strategico.

Mps, aumento e fusione entro marzo?

Rumors che non piaceranno a parte della maggioranza di governo (5 Stelle e amministratori locali del Pd) che preferirebbero vedere Mps restare sotto l’egida dello Stato, né ai sindacati come la Fabi che ha sponsorizzato un’insolita fusione tra Siena, Carige e Popolare Bari.

Tuttavia, secondo quanto riporta il Messaggero, questa è la strada maestra indicata da Bce e Commissione europea, e fatta propria dal Tesoro che controlla il 64% della banca senese.

Infatti secondo il giornale romano la novità emersa negli ultimi giorni dopo le interlocuzioni con le autorità è che a seguito delle perdite di bilancio 2020, la Vigilanza europea potrebbe chiedere d’urgenza una ricapitalizzazione per rialzare il Cet1. L’aumento viene ipotizzato fino a 2,5 miliardi.

Ma esso dovrà avvenire in tandem con il merger, come richiesto dalla Dg Comp europea e dalla Bce affinché il nuovo assegno staccato dal Mef (1,7 miliardi la sua quota parte) non venga classificato come aiuto di Stato e quindi da restituire. L’orizzonte temporale è marzo 2021.

E di questo passaggio, viene spiegato, “c’è grande attenzione al ministero guidato da Roberto Gualtieri”.

Mps, in arrivo piano su aumento: scenari con fusione e stand alone

Giovedì prossimo intanto il cda del Monte dei Paschi varerà il nuovo piano strategico predisposto dagli advisor Oliver Wyman e Mediobanca, contenente varie opzioni di rafforzamento patrimoniale ed efficientamento, negli scenari m&a e stand alone.

Quest’ultima versione, secondo i rumors, viene contemplata dall’ad Guido Bastianini anche per soddisfare quanti sono favorevoli al mantenimento della banca sotto l’egida pubblica. Eventualità che nei corridoi del Mef reputano poco realistica.

Mps potrebbe tagliare il traguardo del 2020 con una perdita stimata fino a oltre 2 miliardi (1,5 miliardi il rosso dei 9 mesi). La Vigilanza avrebbe già fatto intendere che a marzo con il capitale ridotto dalle perdite potrebbe essere indispensabile un adeguamento che il Tesoro dovrebbe coprire, ma in un contesto definito di aggregazione.

Il partner sarebbe Unicredit che al di là delle precisazioni del presidente in pectore Padoan sarebbe comunque disponibile a farsi avanti con una operazione neutra sul capitale. Per questo il Tesoro metterà sul piatto circa 3 miliardi di crediti d’imposta, mentre il nodo del maxi contenzioso legale da 10,2 miliardi sarà affrontato anche con la collaborazione di Fintecna.

In Borsa alle ore 14,55 le azioni Mps segnano +1,01% a 1,1 euro; Unicredit +1,56% a 7,814 euro.

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