Mer 29 Giugno 2022 — 00:27

Mps, aperture di Bruxelles al Tesoro



Ok alla proroga della privatizzazione, lo Stato potrebbe rimanere nel capitale senza scadenze vincolanti

mps trimestrale

Mps oggi negativa a Piazza Affari, in linea con l’impostazione generale, mentre rumors di stampa riferiscono intanto di un primo via libera della Dg Comp europea alla proroga della privatizzazione.

Mps, ok di Bruxelles a proroga privatizzazione

Secondo quanto trapela, lo Stato potrebbe rimanere nel capitale senza scadenze vincolanti, pur con un stretto monitoraggio da parte dei regolatori Ue e l’impegno del Mef a uscire, nella speranza di trovare un investitore dopo l’ennesima cura dimagrante.

Una nuova scadenza non è stata formalizzata, scrive oggi MF-Milano Finanza, e con ogni probabilità non lo sarà nemmeno in futuro. Le autorità europee avrebbero però sciolto la riserva sulla proroga chiesta dallo Stato italiano per la privatizzazione del Monte dei Paschi di Siena.

Il dossier ha sostato a lungo sulle scrivanie della Dg Comp e della Bce, ricostruisce il giornale, “sia per le incertezze legate alla strategia industriale che per le fibrillazioni nella corporate governance. Il cambio di passo impresso a febbraio dal socio pubblico con l’arrivo di un nuovo ceo (nella persona di Luigi Lovaglio) avrebbe però sbloccato la situazione di stallo”.

Monitoraggio Ue

L’apertura sarebbe duplice. Da un lato Mps potrà avvicinarsi con gradualità alla exit, completando il turnaround voluto dall’azionista e dallo stesso Lovaglio, cioè prima un piano industriale e poi un aumento di capitale.

Dall’altro lato l’assenza di una nuova scadenza vincolante consentirà al Tesoro (che detiene il 64% del capitale) di condurre la privatizzazione da una posizione di forza e di massimizzare così i proventi dell’operazione.

Il percorso però sarà seguito da vicino da DgComp e Bce e le singole tappe verranno monitorate con attenzione.

Mps e il taglio dei costi

Il primo passaggio sarà la presentazione del piano a cui il vertice della banca sta già lavorando. Il documento avrà il duplice obiettivo di abbassare i costi e spingere sui ricavi, soprattutto su quelli legati alle commissioni.

Oggi il Monte ha un rapporto cost/income del 70,7% (Unicredit è al 54,6% e Intesa Sanpaolo al 52,5%), e questo per la Ue è un elemento distorsivo della concorrenza nel mercato bancario. L’obiettivo sarebbe quello di farlo atterrare attorno al 55%. Il target potrà essere raggiunto attraverso un giro di vite sui costi, ma anche spingendo sulla generazione di ricavi.

In Borsa alle ore 10,06 le azioni B.Mps segnano -1,18% a 0,883 euro.

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