Mar 07 Febbraio 2023 — 02:40

Mps: analisti aprono a burden sharing, ma è corsa contro il tempo



Si apre uno spiraglio per il rinvio della ricapitalizzazione come richiesto dalle banche, si guadagnerebbe qualche settimana in più

mps aumento

Mps sempre sotto i riflettori: mercato e analisti scommettono su un possibile burden sharing che comportebbe un taglio per i titolari di bond subordinati Mps.

Ma non è nemmeno detta l’ultima: il ceo della Banca Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, potrebbe incassare l’accordo con gli investitori e lanciare l’aumento di capitale da 2,5 miliardi il 17 ottobre. Inoltre secondo indiscrezioni di stampa sarebbe ancora possibile un rinvio dell’aumento come richiesto dalle banche del consorzio.

Mps, analisti non escludono burden sharing

Mps secondo gli analisti fa comunque i conti con il rischio di un nuovo burden sharing, ipotesi accreditata e studiata nelle ultime ore da alcuni broker, mentre sul mercato i bond subordinati del Monte dei Paschi sono scesi fino alla metà del loro valore nominale.

Valutazioni, spiegano gli analisti di Equita, che “contano l’ipotesi di un coinvolgimento” con “una conversione/svalutazione di circa il 40-45%”, che sarebbe pari a un ammontare di poco inferiore ai 900 milioni che la banca dovrebbe raccogliere dal mercato.

“In questo momento – aggiungono gli analisti di Bestinver – il rischio che il Monte dei Paschi possa proporre una conversione in azioni del debito subordinato sta diventando sempre più possibile”.

Preoccupazioni che si spiegano con le difficoltà a trovare investitori sui 900 milioni non coperti dal Tesoro, azionista al 64% di Siena. Cifra che scende a 600 milioni visto che le banche del consorzio sono disposte a coprire fino a un terzo.

Il pool capitanato da Mediobanca, Bofa, Citi e Credit Suisse teme una debole risposta da parte del mercato in quanto l’operazione vale 8 volte l’attuale capitalizzazione di Mps, come evidenziano gli analisti, e a prezzi considerati “a premio” rispetto a istituti simili quotati in borsa.

Mps, rinvio aumento di capitale

Le banche, secondo quanto riporta oggi MF-Milano Finanza, sono tornate però a proporre un rinvio dell’aumento. La prossima finestra utile potrebbe essere quella di dicembre che, se sfruttata, consentirebbe di chiudere la ricapitalizzazione entro l’anno.

Un indizio che si possa andare in questa direzione, secondo la ricostruzione di stampa, viene da una riunione che il Comitato per gli affari sindacali dell’Abi avrebbe convocato lunedì 10. Sul tavolo ci sarebbe l’estensione oltre la scadenza di fine novembre dell’assegno straordinario che dà diritto per i prepensionati del settore bancario a uno scivolo di sette anni. Ciò consentirebbe a Mps di spostare in avanti gli oltre 3.500 esuberi del piano industriale e quindi anche il reperimento delle risorse necessarie per finanziarli.

Tutto ciò in mancanza di una svolta che potrebbe ancora arrivare nel fine settimana. L’accordo con Axa sarebbe in dirittura di arrivo, mentre Lovaglio sta spingendo sui fondi tra cui Melqart, Pimco, AcomeA, Amundi e Algebris.

Alcuni di questi sono titolari di bond subordinati Mps e quindi potrebbero scegliere il male minore.

In Borsa il titolo rimbalza dai minimi storici segnati ieri a 22 euro (post raggruppamento): alle ore 10,07 le azioni B.Mps segnano +6,07% a 23,77 euro.

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