Lun 26 Ottobre 2020 — 08:00

Mps-Amco, i dettagli della scissione di 8,1 miliardi di Npl



Si attende ora il via libera Bce, l’ultima parola spetterà all’assemblea straordinaria entro il mese di settembre

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Si chiama “Progetto di scissione parziale non proporzionale con opzione asimmetrica di un compendio composto da crediti deteriorati da parte di Mps in favore di Amco” ed è l’operazione destinata a cambiare volto, nelle intenzioni del Tesoro, alla banca senese afflitta da una mole ingente di crediti deteriorati. Trattandosi in sostanza di una fusione, non mancano le implicazioni per i piccoli azionisti. Il Tesoro dovrebbe scendere al 65,252% e fino al 63,879% della banca.

Mps-Amco, scissione di 8,1 miliardi di crediti deteriorati

Il meccanismo della cosiddetta bank bank, che passa da una banca controllata al 68,2% dal Mef a una società posseduta interamente dallo stesso ministero del Tesoro, è in linea con le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi. Lunedì sera il progetto di scissione, che riguarda complessivamente 8,1 miliardi di Npl (ma non solo) è stato approvato dal cda di Mps.

L’operazione, che deve ancora ricevere il via libera definitivo della Bce, dovrebbe abbattere l’Npe ratio lordo della banca dal 12,4% al 4,3%, ben al di sotto della media italiana nonché la soglia del 5% indicata dalla vigilanza. Vengono trasferiti circa 4,8 miliardi lordi di sofferenze per un valore netto contabile pari a 2,31 miliardi e 3,34 miliardi di inadempienze probabili (Utp) o 1,84 miliardi netti.

In calo anche il Cet1

Monte dei Paschi di Siena cede anche 1 miliardo di patrimonio ad Amco e quindi registra una riduzione dei ratio patrimoniali: il Cet1 fully loaded passa dal 12,7% all’11,1%.

Nel compendio figurano inoltre bond e azioni per un valore contabile pari a 5 milioni; contratti derivati per un valore contabile pari a 1 milione; Dta, trasferite sulla base dell’ammontare del patrimonio netto scisso rispetto al patrimonio netto totale di Mps, per un valore netto contabile pari a 104 milioni.

Banca Mps trasferirà poi le passività derivanti da un bridge loan erogato a Mps da Jp Morgan (Milan Branch) e Ubs Europe pari a 3.179 milioni; contratti derivati per un valore contabile pari a centomila euro; e appunto patrimonio netto per un importo pari a 1.087 milioni.

Mps-Amco, il concambio per gli azionisti

Il Mef dovrebbe scendere al 65,252% e potenzialmente fino al 63,879% della banca. La scissione prevede infatti l’opzione asimmetrica per i soci di minoranza di Mps, tra questi le Generali ma anche una vasta platea di piccoli azionisti, di non vedersi assegnate le azioni Amco e quindi di aumentare proporzionalmente la loro partecipazione nella banca senese. In caso di esercizio di questa opzione sarà il Mef a dover annullare un maggiore numero di azioni Mps in suo possesso.

Amco emetterà nuove azioni con un rapporto di cambio pari a n. 0,4000 azioni di Amco di nuova emissione per ogni azione di Mps che sarà oggetto di annullamento.

Le Azioni B Amco di nuova emissione saranno assegnate ai soci di Mps e le corrispondenti azioni Mps saranno annullate in capo agli stessi in misura non proporzionale (circa il 90% al Mef azionista di maggioranza e circa il 10% agli altri azionisti). In funzione del rapporto di cambio e dei rapporti di distribuzione di cui sopra: al Mef saranno assegnate n. 0,0638 Azioni B Amco per ogni azione Mps posseduta e saranno annullate n. 0,1595 azioni Mps per ogni azione Mps posseduta; a ciascuno dei soci di minoranza Mps saranno assegnate n. 0,0152 Azioni B Amco per ogni azione Mps posseduta e saranno annullate n. 0,0380 azioni Mps per ogni azione Mps posseduta.

Nuove azioni e diritto di recesso

Gli azionisti di minoranza di Mps (inclusa Mps, nei limiti delle azioni proprie possedute) potranno richiedere di non essere assegnatari delle Azioni B Amco, di non vedersi annullate azioni Mps e, quindi, di rimanere azionisti esclusivamente di Mps incrementando in termini percentuali la propria partecipazione in Mps (opzione asimmetrica).

Gli azionisti di Mps che non concorreranno all’approvazione della scissione, spiega la banca, potranno esercitare: il diritto di vendita, cioè il diritto di far acquistare le proprie azioni Mps; il diritto di recesso.

Gli azionisti potranno così valutare se conviene aderire alla scissione Mps. Tanto ai fini dell’esercizio del diritto di vendita quanto per il diritto di recesso, il corrispettivo unitario dell’azione Mps sarà determinato applicando il criterio rappresentato dalla media aritmetica dei prezzi di chiusura dell’azione Mps nei sei mesi che precedono la pubblicazione dell’avviso di convocazione dell’assemblea straordinaria di Mps chiamata ad approvare la scissione.

I tempi dell’operazione

L’ultima parola spetterà infatti all’assemblea straordinaria entro il mese di settembre, “sul presupposto che siano decorsi almeno trenta giorni dal rilascio dell’autorizzazione da parte della Bce, con l’obiettivo di stipulare l’atto di scissione entro il 15 novembre 2020 e che la Scissione possa avere efficacia a decorrere dal 1 dicembre 2020”.

La Dg Comp Ue ha ritenuto l’operazione in linea con condizioni di mercato. Mps precisa inoltre che sono in essere interlocuzioni con Consob per gli aspetti di competenza.

La banca sottolinea come il costo del funding sia destinato a scendere consentendo “un miglioramento del posizionamento competitivo di Mps sul mercato italiano e un più facile accesso al mercato del funding istituzionale, con un conseguente potenziale rafforzamento della struttura del passivo”.

Intanto in Borsa il titolo consolida dopo i rialzi dei giorni scorsi: alle ore 16,06 le azioni Mps segnano -3,22% a 1,564 euro.

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