Lun 30 Gennaio 2023 — 09:18

Mps a rischio burden sharing, spunta ipotesi cordata di sistema



Il Mef punterebbe a radunare banche, assicurazioni e altri soggetti nazionali per coprire l’ampia fetta di inoptato nell’aumento da 2,5 miliardi

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Mps scivola verso il burden sharing e il Tesoro, azionista al 64%, punterebbe a una cordata di sistema che indiscrezioni di stampa definiscono “L’ultima spiaggia per l’aumento di capitale Mps”.

Mps rischia il burden sharing?

Il Mef punterebbe a radunare banche, assicurazioni e altri soggetti nazionali per coprire l’ampia fetta di inoptato nell’aumento da 2,5 miliardi della Banca Monte dei Paschi di Siena che sarebbe dovuto partire il 10 ottobre ma al momento è stato rinviato di una settimana.

Obiettivo, sventare un nuovo burden sharing per Mps dopo quello del 2017 scattato assieme al salvataggio pubblico. Si tratta, secondo quanto ricostruisce il Messaggero, di “una specie di chiamata alle armi del Tesoro per costruire una cordata di sistema fra grandi banche, assicurazioni, fondi e casse di previdenza”.

Il team del dg del Tesoro Alessandro Rivera starebbe sondando singolarmente i soggetti coinvolti. Interpellate dal giornale, alcune grandi banche riferiscono di non avere ricevuto alcun segnale ma di essere a conoscenza
dell’iniziativa.

Il piano, nell’aria da un paio di giorni, punta a coprire l’inoptato di 900 milioni e mettere in sicurezza la ricapitalizzazione da 2,5 miliardi, di cui 1,6 coperti dal Mef, e scongiurare mosse aggressive della Vigilanza Bce: gli uffici di Francoforte sono pronti a mettere in scena un piano B, in caso di fallimento di quello principale, che potrebbe essere un burden sharing con il coinvolgimento dei bondholders (obbligazionisti) nel capitale.

Una cordata per Mps

La ricapitalizzazione dovrebbe partire lunedì 17 per tre settimane. I tempi sono sempre più stretti, in quanto entro giovedì 13 devono pervenire le prenotazioni.

Va ricordato che il consorzio di collocamento e garanzia delle otto banche è disponibile solo a coprire meno di un terzo per una commissione del 5%, altrimenti alzerebbe il costo della garanzia oltre il 10%. Dei 900 milioni restano liberi 600 milioni.

A proposito dello scenario di una cordata di sistema, secondo la ricostruzione di stampa “sullo sfondo si intravede una soluzione banche venete, con alcune grandi banche italiane a farsene carico: cinque anni fa Intesa Sanpaolo sborsò 1 euro a fronte della liquidazione dei due istituti con il sostegno pubblico di 5 miliardi. Impensabile perciò che Mps venga posta in liquidazione”.

Nella cordata potrebbero trovare posto Anima e Axa,  le grandi banche sarebbero Intesa, Unicredit, Bpm, Bper,
Agricole Italia con una richiesta di circa 300 milioni; e le assicurazioni Generali e Unipol per un totale di 100 milioni. Poi ci sono le casse di previdenza e i fondi vicini al ceo di Mps Luigi Lovaglio.

In Borsa alle ore 9,13 le azioni B.Mps segnano +2,48% a 24,575 euro, dopo che solo nell’ultimo mese il titolo ha lasciato sul terreno, a questi livelli, circa il 23%.

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