Ven 19 Aprile 2019 — 06:28

Messina: puntiamo su risparmio gestito e Cina



L’Ad di Intesa alla stampa estera fornisce anticipazioni sul piano. E sulla bad bank per i crediti deteriorati commenta: “Oggi non serve a nulla”

“Creare una bad bank adesso non

servirebbe a nulla”. Parola dell’Ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, che ha rilasciato interviste nelle ultime ore a due quotidiani europei, il francese Les Echos e la tedesca Borsenzeitung, soffermandosi appunto sul tema dei crediti deteriorati, ma anche fornendo alcune anticipazioni del prossimo piano industriale.

In particolare Messina ha spiegati che l’istituto lavora a un piano strategico che mette l’accento sulla gestione del patrimonio. E “benché il fulcro di Intesa Sanpaolo resti l’Italia, intendiamo anche aumentare la nostra presenza all’estero, e in particolare in Cina dove già possediamo il 15% di Bank of Qingado e il 49% del fondo Penghua”.

Ancora sul piano: “Il primo asse consisterà nell’aumentare la nostra impronta sul risparmio gestito – ha detto il Ceo a Les Echos – . Abbiamo già convertito 80 miliardi di euro di semplice risparmio in attivi gestiti, e il potenziale è di altri 200 miliardi di euro circa. L’obiettivo del nostro piano consisterebbe nel convertire un centinaio di miliardi di euro. L’altro asse principale sarà diventare uno dei cinque primi attori del segmento delle polizze rischio in Italia contro il quindicesimo posto che ricopriamo attualmente. Questo richiederà soprattutto investimenti nel personale. Ci siamo già riusciti nel settore delle assicurazioni vita, passando dal quindicesimo posto di qualche anno fa al primo posto oggi. Inoltre svilupperemo la banca online che abbiamo appena comprato, ITB, che è denominata la ‘banca dei tabaccai’ poiché si appoggia a una rete di 22.000 tabaccai che potrebbe arrivare a 40.000. L’abbiamo ribattezzata ‘Banca 5’ dal momento che offriremo cinque semplici prodotti attraverso quella che è una vera e propria banca di prossimità. Questo ci consentirà, tra l’altro, di chiudere delle agenzie bancarie”.

E la Cina? “Vediamo un elevato potenziale di capacità di  risparmio in Cina e in futuro vogliamo aprire

nuove filiali in tutto il Paese”.

Quanto alla discussione sui Non performing loans (sofferenze) e sul tema della creazione di una bad bank,
“in generale riscontriamo una flessione degli

NPL, inoltre le garanzie in Italia sono relativamente elevate. Il problema sono i lunghi tempi di

recupero dei crediti inesigibili. Abbiamo risolto il problema NPL internamente con la creazione

della Capital Light Bank e ridotto l’ammontare degli NPL in 18 mesi di 7,5 miliardi di euro”, ha detto Messina al giornale tedesco. La bad bank “sarebbe stata utile 5 anni fa. Oggi non più. La formazione di una bad bank impedirebbe ai singoli

istituti di credito di risolvere il loro problema delle sofferenze per conto proprio, sotto la propria

regia. La bad bank è un sogno che impedisce di affrontare i problemi”.

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