Gio 20 Giugno 2019 — 22:09

Mercati flash (Intesa SP) del 24/08



Germania, confermato il Pil del secondo trimestre. Negli Usa le vendite di case esistenti a luglio

Di seguito la morning note Mercati Flash a cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.
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Da seguire:

Area Euro

Germania La seconda stima conferma il rallentamento del PIL tedesco a 0,4 % t/t nei mesi primaverili, dopo il +0,7% t/t di inizio anno. L’ampia correzione degli investimenti privati determina un calo della domanda domestica di -0,2% t/t, dopo tre trimestri consecutivi molto forti, mentre il canale estero sostiene in misura determinante la crescita complessiva. Nel 3° trimestre si dovrebbe registrare un miglioramento degli investimenti fissi privati, anche perché la correzione nel settore costruzioni è esagerata da fattori transitori. I consumi dovrebbero continuare a fornire un sostegno alla crescita complessiva, che dovrebbe essere circa in linea con quella della primavera.

Belgio. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Banca del Belgio è atteso rimanere poco variato ad agosto a 1,0 dopo il calo del mese precedente. Sarà interessante verificare l’andamento degli ordini dall’estero nel manifatturiero per cogliere segnali sull’andamento del comparto strettamente legato all’industria tedesca.

Stati Uniti

Le vendite di case esistenti a luglio sono attese in modesto calo a 5,48 mln di unità ann. da 5,51 mln di giugno. I contratti di compravendita a maggio sono calati dal picco di aprile; anche se in giugno sono risaliti, la correzione deve essere ancora catturata dai dati delle vendite. Comunque, queste ultime restano sostenute, e il principale freno è ormai rappresentato dagli aumenti dei prezzi delle case.

Ieri sui mercati

I mercati azionari sono rimasti in territorio positivo per il secondo giorno consecutivo, con rialzi diffusi, moderati in USA (S&P 500 +0,3%, con volumi ridotti), più ampi in Europa (Euro Stoxx +1,2%, Dax +1%, FTSE MIB +2,5%). Diversi fattori si sono rinforzati a vicenda, sostenendo la giornata positiva: i PMI europei modestamente migliori delle attese, le forti vendite di case in USA, l’apertura di Coeuré riguardo alla possibilità di nuove misure monetarie espansive e la notizia che l’Iran parteciperà alla riunione dell’OPEC del prossimo mese. Quest’ultima notizia ha temporaneamente sostenuto le quotazioni del greggio (WTI a 47,7 $, Brent a 48,7 $), anche se un accordo per il congelamento della produzione rimane improbabile. Questa mattina il Brent corregge a 48,45 $.

I mercati obbligazionari sono stati relativamente stabili (sul tratto 10 anni, Treasury, +1 pb; Bund invariato, BTP +1 pb)), ancorati da aspettative di una Fed estremamente cauta, e scontano una probabilità di poco superiore al 50% di un rialzo dei tassi a dicembre. Il discorso di Yellen potrebbe generare notevole volatilità se desse indicazioni analoghe a quelle di Dudley e Fischer, che lasciano ben aperta la porta per un intervento a una delle prossime riunioni del 2016. Inoltre, non si deve ignorare il messaggio forte dei verbali della discussione delle Fed regionali riguardo al tasso di sconto (v. sotto), che segnala rischi verso l’alto sui tassi.

Sui mercati valutari, ieri il dollaro si è indebolito contro euro e yen, ma questa mattina è tornato a rafforzarsi marginalmente (euro a 1,1294 da un picco di 1,1348 ieri; yen a 100,35 da punte appena sotto 100 ieri): la volatilità rimane contenuta in attesa dell’intervento di Yellen a Jackson Hole.

Area euro

I PMI flash di agosto segnalano stabilità della crescita nel 3° trimestre, intorno a 0,3% t/t come nel trimestre primaverile. Il PMI composito è poco variato, a 53,3, da 53,2 di luglio, e più solido delle aspettative di consenso (53,1), sulla scia di un rafforzamento dei servizi (53,1 da 52,9) e marginale correzione nel manifatturiero (a 51,8 da 52). In Germania, l’indice composito cala a 54,4 da 55,3,. In Francia, l’indice composito aumenta a sorpresa a 51,6 (consenso: 50,4) da 50,1 di luglio. I dati nel complesso non modificano il quadro di crescita moderata nell’area euro, con assenza di ripresa della dinamica dei prezzi.

La fiducia dei consumatori ad agosto cala (per il terzo mese consecutivo) a -8,5 da -7,9, contro attese per un modesto miglioramento (consenso: -7,7). La fiducia rimane comunque su livelli relativamente elevati, al di sopra della media storica (-12,3).

Coeuré (BCE) ha detto che nell’area euro sono necessarie riforme strutturali mirate ad aumentare la crescita potenziale. Coeuré ha aggiunto tuttavia che, in assenza di interventi di politica fiscale, “allora la BCE farà di più”, pur sapendo che nuove misure sono accompagnate da maggiori rischi: “non ci sono pasti gratis”. Coeuré ha infatti avvertito che “più facciamo più effetti collaterali si materializzeranno”. I commenti di Coeuré lasciano intendere che a suo avviso nuove misure sono possibili, anche se non necessariamente ottimali.

Stati Uniti

Le vendite di case nuove a luglio aumentano a 654 mila (+12,4% m/m), da 582 mila (rivisto da 592 mila) di giugno, toccando il massimo da ottobre 2007. I dati dei mesi precedenti sono rivisti complessivamente per -12 mila unità. Il trend delle vendite dovrebbe essere moderato, e positivo nella seconda metà dell’anno.

La stima preliminare del PMI Markit del settore manifatturiero ad agosto cala a 52,1 da 52,9 di luglio. I dati sono in linea con le informazioni di Philly Fed ed Empire, che puntano a modesta espansione dell’attività nel 3° trimestre.

I verbali della discussione dei direttori delle Fed regionali riguardo al tasso di sconto sono un segnale importante per il sentiero dei tassi. I verbali, pubblicati ieri, riportano che “l’attività economica ha continuato a espandersi a un ritmo moderato”. Il voto sul livello del tasso di sconto mostra che, prima della riunione del FOMC di fine luglio, 8 direttori su 12 erano favorevoli a un rialzo del tasso di sconto; alla riunione precedente i voti a favore di un rialzo erano 6. Fra i direttori favorevoli al mantenimento di tassi fermi ci sono anche quelli della Fed di NY e di Atlanta: gli interventi di Dudley (NY Fed) e di Lockhart (Atlanta Fed) di pochi giorni fa, con aperture esplicite per un rialzo entro fine anno, segnalano che il consenso all’interno del FOMC per un rialzo si sta ulteriormente allargando, e che la probabilità di un rialzo a settembre o, al più tardi, a dicembre è più elevata di quello che il consenso sconta attualmente (26% e 54%, rispettivamente).

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