Dom 17 Febbraio 2019 — 15:48

Mediobanca, un semestre record



Utili sopra attese e ricavi senza precedenti con la spinta a sorpresa di credito al consumo e risparmio gestito. Nagel: ci teniamo il 10% di Generali

Risultati sopra le attese per Mediobanca, con i ricavi che nel secondo semestre sono stati i più alti della storia, trainati da credito al consumo e wealth management.

Il titolo reagisce bene, con un rialzo a metà mattina di oltre 1 punto percentuale, a fronte di un calo frazionale dell’indice Ftse Mib.

Ma il mercato, dalla conference fissata nelle prime ore del mattino, si aspettava soprattutto indicazioni sul risiko bancario assicurativo che ha visto Intesa Sanpaolo mettere gli occhi sulle Generali, colosso di cui Mediobanca è azionista con il 13%. E l’Ad Alberto Nagel di è mostrato quanto meno battagliero. Innanzitutto, ha detto il numero uno di Piazzetta Cuccia, una quota del 3% sarà ceduta come previsto dal piano industriale. Ciò avverrà entro il 30 giugno 2019 e Mediobanca, di Generali, “conserverà il 10% residuo, che è una fonte di utile per azione e dividendo importante”. Obiettivo, dismettere il 3% a un prezzo tra 17 e 18 euro (come avvenuto l’anno scorso, con la cessione di uno 0,2%) a fonte di un prezzo del titolo Generali attualmente intorno ai 14 euro.

A chi gli chiedeva se avrebbe accompagnato Generali in un’eventuale percorso di crescita con acquisizioni, Nagel ha spiegato che Mediobanca “ha sempre accompagnato programmi di sviluppo e crescita generali negli ultimi anni. Generali ha fatto oltre 20 miliardi di acquisizioni negli ultimi anni” fra cui Ina, Toro, Alleanza. “Mediobanca è sempre stata favorevole alle acquisizioni anche su quelle su cui poteva avere valutazione diversa. L’M&A è bene farlo ma è bene farlo rendere”.

L’Ad è stato messo sulla graticola dagli analisti su alcuni temi spinosi che riguardano oggi gli assetti dell’ex salotto buono della finanza tricolore. Mediobanca, ha però ribattuto Nagel, non ha segnali di disimpegno da parte dei suoi soci, da Vincent Bolloré a Unicredit. “Non ho assolutamente indicazioni in tal senso, anzi al contrario”. Nemmeno da «Unicredit, con cui intratteniamo rapporti particolarmente proficui”. Dimissioni? Una risposta, dice l’Ad, “si deduce dall’andamento del nostro gruppo ma anche dall’entusiasmo con cui stiamo affrontando questo nuovo piano e che produce risultati sopra le aspettative”.

E in effetti tornando ai conti, Mediobanca chiude il secondo semestre del 2016 con un aumento dell’utile netto (+30% da 321 milioni di euro e 418 milioni) e del risultato operativo (+14% da 372 milioni a 425 milioni). Ma soprattutto i ricavi crescono del 6% a 1.072 milioni di euro, massimo storico registrato dal gruppo. Il margine di interesse cresce del 5% (a 636 milioni) trainato dall‘importante sviluppo del credito al consumo (+13% a 408 milioni) che rappresenta il 65% del margine di gruppo; le commissioni nette salgono del 4% (a 237 milioni) per il maggior apporto del Wealth Management (+43% da 63 milioni a 90 milioni) che, consolidando anche le acquisizioni di Barclays e Cairn Capital, produce ora circa il 40% delle commissioni del gruppo. I costi sono stabili su base omogenea e crescono da 420 milioni a 464 milioni esclusivamente per il consolidamento delle nuove società acquisite. Il calo dei costi del 7% nella divisione Holding Functions e la stabilità nel CIB e WM compensano l’aumento del 5% nel credito al consumo legato ai maggiori volumi di attività. Le rettifiche su crediti scendono del 18% (da 224 milioni a 184 milioni) e il costo del rischio si porta a 102 bps (da 136 bps), allineandosi ai livelli pre-crisi.

Primi commenti positivi da parte degli analisti. Secondo Equita l’utile operativo è superiore alle attese grazie alle sorprese positive a tutti i livelli solo in parte compensati da maggiori costi. Banca Akros parla di un secondo trimestre con “forti risultati”. E i ricavi sono migliori delle attese grazie al risultato di fee e commissioni. Tuttavia, “ci aspettiamo che le azioni siano guidate più dalle speculazioni su Generali che dai fondamentali della banca. Confermiamo il giudizio neutral”.

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