Ven 27 Maggio 2022 — 14:20

Mediobanca, in uscita da Generali per puntare su Mediolanum, Banca Generali o Azimut?



Indiscrezioni di stampa su un compromesso che lascerebbe campo libero a Caltagirone-Del Vecchio. Piazzetta Cuccia in passato ha valutato a lungo di ridurre la partecipazione, ma poi ha fatto marcia indietro

mediobanca

Mediobanca in uscita da Generali per puntare su una maxi operazione nel risparmio gestito con tre potenziali target: Mediolanum, Banca Generali o Azimut. Queste le indiscrezioni “bomba” rilanciate oggi dal Sole 24 Ore, nel giorno peraltro della trimestrale di Mediobanca, chiusa con un utile di 716 milioni nei 9 mesi (+19%, sopra attese). In conference l’amministratore delegato Alberto Nagel ha inevitabilmente ridimensionato i rumors.

Mediobanca in uscita da Generali?

Le indiscrezioni di stampa fanno riferimento a un piano degli advisor che sarebbe sul tavolo di Mediobanca.

Piazzetta Cuccia in passato ha valutato a lungo di ridurre la partecipazione nelle Assicurazioni Generali (il 13% prima del prestito titoli che in occasione dell’assemblea l’ha portata sopra il 17%) ma poi ha fatto marcia indietro.

Il piano per il disimpegno rappresenterebbe un “compromesso” che lascerebbe campo libero a Caltagirone-Del Vecchio, anche se la lista targata Mediobanca si è aggiudicata l’assemblea sul rinnovo dei vertici di Generali.

“Il quadro attuale, di calma apparente, non risolve però il problema alla radice”, scrive il quotidiano. “La visione strategica tra i due blocchi di azionisti, da un lato quelli guidati Piazzetta Cuccia che hanno supportato la proposta del board e dall’altro il fronte dei privati, con in testa Caltagirone, resta distante. E in prospettiva i nodi potrebbero tornare al pettine. Ecco perché consulenti e advisor sono tornati a lavorare su un progetto che possa archiviare il conflitto”.

Potenziali target Mediolanum, Banca Generali e Azimut

Negli ultimi giorni il mercato aveva speculato su un rafforzamento dei soci Caltagirone e Del Vecchio in Mediobanca. La nuova ipotesi, viene spiegato, prevede invece l’uscita della banca dalle Generali in cambio di una grande operazione industriale nel wealth management che potrebbe coinvolgere, secondo quanto ricostruito dal Sole 24 Ore, uno dei tre potenziali target: Mediolanum, Banca Generali e Azimut.

Per Mediobanca la quota del 13% in Generali è importante, come viene evidenziato nella ricostruzione di stampa traducendosi in un contributo di 250-300 milioni l’anno che a livello consolidato rappresenta il 10% del giro d’affari dell’istituto, “in passato era quasi un terzo”. Nella capogruppo, il beneficio in termini di dividendo è circa la metà, dunque 150 milioni l’anno.

Il nuovo piano avrebbe però un obiettivo industriale e non solo finanziario, puntando a sinergie di ricavi nel wealth management.

Wealth management

I nomi sono appunto quelli di Mediolanum, Azimut e Banca Generali, “anche se in quest’ultimo caso la partita visti anche i pregressi potrebbe essere più in salita”. Tutte con brand e management team molto forti, “i target potenziali farebbero raddoppiare l’attuale rete Mediobanca, oggi a 1100 promotori, e le masse gestite, attualmente a 80 miliardi.

Mediolanum, per esempio, con una rete di più di 4000 promotori e 90 miliardi di asset finanziari insieme a
Mediobanca creerebbe il secondo player italiano nel risparmio gestito, dietro solo a Intesa Sanpaolo che svetta con i suoi 500 miliardi di financial assets. Anche se ieri, a tal proposito Massimo Doris, interpellato a margine della presentazione dei dati trimestrali, ha risposto no alla domanda se ci fossero stati altri approcci per una fusione con Mediobanca.

Nagel, per ora non vedo opzioni

per avere un commento dell’ad di Mediobanca, Alberto nagel, è bastato attendere qualche orea, visto che il manager è intervenuto oggi per commentare i risultati del gruppo. “Generali svolge un compito importante per Mediobanca. È un rischio decorrelato a quello bancario”, ha spiegato. “Siamo molto soddisfatti di questa esposizione anche nello scenario a venire. Questo non vuol dire che non monitoriamo le opportunità ma al momento non ci sono colloqui in corso”. E ancora: “Per cambiare lo status quo dobbiamo avere opzioni concrete e altrettanto valide per prendere una decisione diversa”.

Quanto alle tensioni nel gruppo assicurativo, “è necessario superare la fase di antagonismo e arrivare a una maggiore collaborazione fra tutti gli attori. Ho la ragionevole aspettativa che si possa fare perché è stato possibile negli anni scorsi”.

In Borsa alle ore 9,43 le azioni Mediobanca segnano +0,10% a 9,788 euro; Generali -0,37% a 17,72 euro; Banca Mediolanum segna +2,3%, Banca Generali +4,1%, Azimut +1,7%, con il Ftse Mib a +0,7%.

autogrill aumento di capitale 27-05-2022 — 09:37

Fusione Autogrill Dufry, le banche accelerano sull’operazione

Nuovi rumors, l’obiettivo è creare il leader europeo del settore. Il titolo avanza a Piazza Affari

continua la lettura