Mer 02 Dicembre 2020 — 16:27

Mediobanca, la sfida di Del Vecchio infiamma le azioni in Borsa



L’imprenditore chiede di salire al 20%, obiettivo Generali

del vecchio mediobanca

Leonardo Del Vecchio ha chiesto alla Bce tramite Bankitalia di salire fino al 20% di Mediobanca, dall’attuale quota del 9,9% detenuta attraverso Delfin. Lo ha indicato questa mattina la stessa holding del patron di Luxottica, confermando l’anticipazione pubblicata nel fine settimana dal quotidiano La Repubblica. Un’eventuale via libera consentirebbe a Del Vecchio di rafforzare anche la presa sulle Assicurazioni Generali (di cui Mediobanca ha il 13%), mettendo a segno un duplice colpo sugli storici asset finanziari italiani in questione, e facendo tramontare i piani del ceo Alberto Nagel di trasformare definitivamente l’ex salotto buono in una public company. Intanto Mediobanca e Generali corrono in Borsa.

Mediobanca, Del Vecchio vuole raddoppiare

Del Vecchio, con l’ausilio dell’ex ministro Vittorio Grilli, in forze a Jp Morgan, e dell’avvocato Sergio Erede, aveva avviato nei mesi scorsi le interlocuzioni con Bankitalia. L’istruttoria è durata circa sei mesi e la pratica è stata inoltrata ora alla Bce. La richiesta è stata presentata il 29 aprile e la risposta è prevista entro 60 giorni lavorativi.

Recentemente la partecipazione del 9,9% detenuta da Del Vecchio in Mediobanca era stata girata dalle due piccole società lussemburghesi Aterno e Dfr Investment alla cassaforte Delfin, sempre con base nel Granducato. Delfin, secondo quanto scrive l’Ansa, sarebbe stata inoltre ricapitalizzata. La holding di Del Vecchio, che detiene anche la quota di riferimento nel colosso italo-francese delle lenti e degli occhiali EssilorLuxottica, ha partecipazioni per un valore di 22 miliardi.

L’imprenditore potrebbe fra l’altro approfittare dei prezzi a sconto a seguito delle turbolenze innescate dall’emergenza coronavirus, che vedono oggi Mediobanca capitalizzare poco più di 5 miliardi (alla chiusura di venerdì scorso) quasi la metà del massimo raggiunto il 10 novembre 2019 e un 40% in meno rispetto ai valori di fine febbraio.

Obiettivo Generali

L’obiettivo di Mister Luxottica, come già emerso dall’ingresso lo scorso autunno con lo sbarco in forze nel capitale di Piazzetta Cuccia, è il futuro di Generali, della quale Mediobanca ha il 13% e Del Vecchio (4,84%) è il secondo socio privato alla spalle di Caltagirone (5,1%), seguito dai Benetton con circa il 4%, De Agostini all’1,45%.

L’idea che avrebbe in testa Leonardo del Vecchio, portatosi a ridosso del 10% di Piazzetta Cuccia in occasione dell’uscita l’anno scorso di Unicredit, sarebbe quella di difendere la galassia Mediobanca-Generali da possibili raid esteri, secondo la ricostruzione di Repubblica. Del Vecchio inoltre non vede di buon occhio il recente ingresso di Unipol in Mediobanca con il 2%, ravvisandone il conflitto di interessi.

Ma non mancano gli interrogativi e le richieste di fare chiarezza, vista anche l’età avanzata del patron di Luxottica (85 anni), mentre una parte della politica è già scesa in campo con infuocate note stampa.

Mediobanca-Del Vecchio, strali di Lega e Fdi

“Tra poco nella insipienza dei più e con la complicità di alcuni il sistema bancario e assicurativo italiano parlerà solo francese”, ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, responsabile del Dipartimento Imprese e Attività produttive di FdI e vicepresidente del Copasir. Urso parla di “colpo del secolo”, rincarando: “Un fondo franco/lussumburghese acquisirà il controllo di Mediobanca, la piu grande banca d’affari italiana da sempre in competizione con quella francese, operazione che a sua volta consentirà il controllo delle Assicurazioni Generali, l’unica grande multinazionale assicurativa italiana, e di parte del sistema bancario del Paese”.

Lo stesso presidente del Copasir, Raffaele Volpi (Lega), commentando le audizioni in corso da parte del Comitato, ha sottolineato che “recenti notizie, in parte in qualche modo prevedibili, accentuano le preoccupazioni già espresse dal Comitato in merito al possibile controllo fuori dai confini nazionali di primari istituti bancari ed assicurativi già riconosciuti per altro tra i maggiori detentori di debito sovrano italiano”.

Da parte sua il deputato e tesoriere della Lega, Giulio Centemero, ha detto che “dobbiamo valorizzare i nostri asset strategici che sono Mediobanca e Generali. Rappresentano un bene per l’Italia e in questo momento non possiamo indebolire le nostre banche”.

Alberto Nagel

Mediobanca non commenta la mossa di Del Vecchio. Secondo quanto scritto da Repubblica, il management guidato da Alberto Nagel “considera la sua un’operazione vecchio stile, un’anomalia che un imprenditore controlli il 20% di una banca che si è faticosamente guadagnata negli anni uno status da public company ben vista dagli investitori istituzionali”.

Fra gli altri commenti, Stefano Caselli, prorettore per gli Affari Internazionali della Bocconi, dove insegna Economia degli intermediari finanziari, solleva due perplessità. “La prima è collegata agli obiettivi di fondo”. Il secondo tema “è la governance del socio Delfin. Un salita dal 10 al 20% sposta l’asse dell’azionariato e della governance. Del Vecchio è un grande imprenditore e su questo non ci sono dubbi ma va considerato il dato anagrafico. La governance della sua finanziaria deve essere chiara. Oggi è centrata su un grande imprenditore come lui. Ma c’è da capire come si sviluppa”, ha spiegato il docente.

Intanto in Borsa le azioni Mediobanca volano: alle ore 9,36 il titolo segna +9,46% a 6,388 euro; Generali +3,96% a 12,98 euro.

azioni Eni 02-12-2020 — 11:39

Azioni Eni, analisti Jp Morgan alzano target price ma restano cauti

Per il broker la ripresa della domanda sarà probabilmente irregolare, ma un “super ciclo” per il settore è all’orizzonte

continua la lettura