Ven 18 Gennaio 2019 — 01:29

Mediaset chiude il 2016 in profondo rosso



Anno peggiore della sua storia, pesanti ripercussioni da lite con Vivendi su attività italiane. Ma il gruppo è “avanti con il piano” e vede già il ritorno all’utile

Con una perdita di 294,5 milioni, peggiore delle attese, il 2016 è stato per Mediaset l’anno peggiore della sua storia, quello della lite con Vivendi che ha avuto pesanti ripercussioni sulle attività italiane del gruppo.

Ma il Biscione promette di voltare pagina e preannuncia un ritorno all’utile sia nel primo trimestre sia nell’intero esercizio 2017. L’Ad Pier Silvio Berlusconi ha spiegato infatti che l’azienda è in anticipo sul piano “Mediaset 2020” (e che prevede un risultato Ebit

pari a 468 milioni di euro nel 2020). Il Direttore Generale Marketing e Operations di

Publitalia Matteo Cardani ha dichiarato che nei primi tre mesi del 2017 i ricavi pubblicitari

Mediaset sono cresciuti del 2,4% rispetto al primo trimestre 2016.

I risultati sono stati comunicati a mercato chiuso. Il titolo in Borsa ha chiuso in deciso recupero (+1,6%) dai minimi di seduta con il Ftse Mib in rialzo di circa il 2%.

Intanto a Cologno Monzese, con il Cda che ha approvato oggi il bilancio 2016, si contano i danni della vicenda Premium che ha visto saltare nel luglio scorso l’accordo con i francesi di Vivendi. Proprio ieri l’Agcom ha stabilito che il gruppo di Vincent Bolloré, che nel dicembre scorso ha poi dato la scalata a Mediaset, dovrà ridurre la sua quota nel Biscione o in Telecom. Inoltre ci sono gli strascichi giudiziari, da cui Fininvest conta di uscire altrettanto vittoriosa.

I conti, appunto. L’anno si è chiuso una perdita netta consolidata di 294,5 milioni di euro contro un utile di 3,8 milioni nel 2015. Il risultato “è imputabile agli effetti della vicenda Vivendi”, si legge nella nota d’accompagnamento ai risultati, che impatta solo sulle attività italiane, che chiudono con un rosso di 380,1 milioni di euro contro la perdita di 74,6 milioni del 2015. In Spagna, invece, il dato è positivo per 171 milioni, in crescita rispetto ai 166,2 milioni del precedente esercizio. L’effetto negativo delle violazioni contrattuali di Vivendi ammonta a -341,3 milioni di euro, precisa Mediaset. I ricavi netti ammontano a 3.667 milioni in aumento rispetto ai 3.524,8 milioni del 2015 (+142,2 milioni). In particolare, i ricavi in Italia sono cresciuti a 2.675,9 milioni rispetto ai 2.554,2 milioni dell’anno precedente (+4,8%). Analogo incremento in Spagna con 992,0 milioni di euro rispetto ai 971,9 milioni del 2015 (+2,1%). L’indebitamento finanziario netto è passato a 1.162,4 milioni di euro rispetto agli 859,4 milioni di euro del 31 dicembre 2015.

Il gruppo ha sostenuto oneri straordinari una tantum – derivanti dagli impegni assunti in seguito alla firma del contratto con Vivendi e dalle necessarie svalutazioni successive – pari a 269,3 milioni a livello di Ebit. A questa voce si aggiungono le passività legate all’imprevista permanenza delle attività pay nel perimetro aziendale anche per il quarto trimestre 2016. Attività che – anche a causa dello stallo operativo subito da aprile ad ottobre 2016 – ha generato una perdita supplementare di 72 milioni. L’Ebit consolidato è negativo per 189,2 milioni rispetto ai +230,7 milioni del 2015. In Italia, l’Ebit è negativo per 413,6 milioni rispetto ai +26,1 milioni del precedente esercizio. In Spagna, invece, il dato positivo per 224,4 milioni, in crescita dai 205,2 milioni del 2015. L’Ebit consolidato equiparabile al 2015 – e aggiustato delle componenti non ricorrenti quali le svalutazioni e i costi causa Vivendi – è positivo per 132,8 milioni. L’aumento dell’indebitamento è determinato dagli impatti finanziari per 75,3 milioni per il completamento dell’acquisizione del Gruppo RadioMediaset (ex Gruppo Finelco), dall’investimento per 107 milioni relativo all’incremento della quota di controllo in Mediaset Espana ed EI Towers realizzato attraverso il riacquisto di azioni proprie, e dagli esborsi per 55,2 milioni connessi all’attività M&A del Gruppo EI Towers. Si aggiungono, infine, le uscite per complessivi 106,1 milioni connesse alla distribuzione di dividendi da parte di Mediaset Spa e Mediaset Espana. Anche la capogruppo Mediaset ha risentito degli oneri straordinari generati dal caso Vivendi e chiude l’esercizio 2016 con una perdita di 151 milioni rispetto all’utile di 50,4 milioni del 2015.

Ci sono però le previsioni positive sul 2017 e in particolare il conseguimento sia nel primo trimestre che su base annua di un risultato operativo e un risultato netto consolidato positivi. L’andamento dei ricavi pubblicitari totali nel primo trimestre dell’esercizio in corso si mantiene positivo, spiega Mediaset, che si attende che tale andamento dovrebbe proseguire anche nella restante parte dell’esercizio, pur in un contesto economico che anche nel 2017 sarà probabilmente caratterizzato da una stima di crescita ancora moderata sia in Italia che in Spagna. Nel corso dell’esercizio, inoltre, saranno avviate le principali azioni previste dalle linee guida del Piano Mediaset 2020 e si consolideranno gli impatti positivi derivanti dal consolidamento delle attività del comparto radiofonico. Inoltre l’andamento dei costi e degli ammortamenti delle attività media in Italia rifletterà gli effetti delle svalutazioni e degli accantonamenti effettuati in sede di predisposizione del bilancio consolidato 2016.

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