Mar 19 Marzo 2019 — 16:44

Market mover della settimana



Occhi puntati sugli Usa con verbali della Fed e vendite al dettaglio. Dal Weekly Economic Monitor di Intesa SP

Pubblichiamo un estratto del Weekly Economic Monitor a cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

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Il punto

Area euro. I verbali della riunione BCE di settembre confermano che a Francoforte di tapering non si è parlato. Tuttavia un’estensione dell’APP oltre marzo non è scontata e formalmente rimane dipendente dall’evoluzione dello scenario macro.

Stati Uniti. L’employment report di settembre alimenta le probabilità di un rialzo dei fed funds in tempi brevi.

I market mover della settimana

Nell’area euro l’indagine ZEW offrirà indicazioni sull’economia tedesca ed Eurozona a ottobre, ci aspettiamo un recupero dell’indice sulle attese in Germania a 11,8 da 0,5. La produzione industriale area euro è attesa in deciso recupero ad agosto +1,8% m/m. In Italia è vista in calo in controtendenza con gli altri paesi euro zona. A fine settimana saranno presentati i Budget nazionali alla Commissione che dovrà esprimersi entro fine novembre. Riteniamo che l’approccio sarà di maggiore apertura come lo è stato già nel 2016 nei confronti di Spagna, Portogallo e Italia, anche se la retorica rimarrà orientata al rispetto del Patto di Stabilità.

La settimana ha diversi dati di rilievo in uscita negli Stati Uniti, oltre alla pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC di settembre. I verbali dovrebbero mostrare un’ampia dispersione di opinioni riguardo al rialzo dei tassi, con indicazioni di consenso per una mossa entro fine anno. Le vendite al dettaglio dovrebbero rimbalzare a settembre, grazie al comparto auto e ai prezzi della benzina. Il PPI e i prezzi all’import di settembre dovrebbero confermare il trend di rialzo generalizzato dell’inflazione. La fiducia dei consumatori di ottobre dovrebbe rimanere sui livelli elevati di settembre.

Lunedì 10 ottobre

Area euro

Germania – Il saldo commerciale potrebbe allargare ad agosto a 21 miliardi da 19,5 miliardi
del mese precedente. Le esportazioni sono viste recuperare il calo del mese precedente e
avanzare del 2,0% m/m mentre le importazioni dovrebbero essere poco variate dopo il calo
dell’1,0% m/m del mese di luglio. Le indagini hanno indicato un rimbalzo degli ordini
dall’estero e quindi dell’export da settembre.

Italia. La produzione industriale potrebbe calare ad agosto (stimiamo di -0,1% m/m), dopo che
l’aumento di luglio (+0,4% m/m) era in gran parte dovuto al rientro degli effetti del ponte
festivo di inizio giugno. Se confermato, il dato lascerebbe l’output in rotta per una flessione di
-0,1% t/t nel trimestre estivo, dopo il -0,4% t/t visto in primavera. Tuttavia, non escludiamo
un aumento a settembre che porti la variazione trimestrale in area 0-0,1% t/t.

Martedì 11 ottobre

Area euro

Germania. L’andamento dei mercati e notizie sul ciclo internazionale sono coerenti con un
recupero dell’indice ZEW sulle attese a 11,8 da 0,5, ancora al di sotto della media di lungo
termine, ma sui livelli pre-Brexit. L’indice sulle condizioni correnti dovrebbe salire in modo più
deciso a 57,8 da 55,1. L’indice sulle attese per la zona euro è visto a 12 da 5,5, anche in
questo caso si tratterebbe di un livello inferiore alla media di lungo termine ma circa in linea
con i livelli pre-Brexit.


Mercoledì 12 ottobre

Area euro

Area euro. La produzione industriale dovrebbe essere cresciuta di +1,8% m/m ad agosto e
recuperare a pieno il calo del mese precedente (-1,1%m/m). I dati da Germania, Francia e
Spagna hanno mostrato una forte crescita della produzione ad agosto. Le indagini di fiducia
suggeriscono che la fase di crescita più sostenuta dovrebbe proseguire a settembre e ottobre.
Se confermato, il dato di agosto lascerebbe la produzione industriale in rotta per un aumento
di 0,2% t/t a settembre, dopo il calo del 2° trimestre. Le indicazioni dai dati qualitativi, indagini di fiducia e quantitativi, produzione e vendite al dettaglio, sono coerenti con
un’accelerazione del PIL euro zona a 0,4% t/t a fine estate dal +0,3% t/t dei mesi primaverili.

Francia. La stima finale dovrebbe confermare che i prezzi al consumo a settembre sono scesi di
-0,2% m/m da +0,3% m/m di agosto su entrambe le misure. L’inflazione quindi dovrebbe
essere confermata in accelerazione di un decimo a 0,4% sull’indice nazionale e di due decimi
a 0,5% su quello armonizzato. Il CPI dovrebbe proseguire la sua lenta risalita nei prossimi mesi
e riportarsi sopra l’1% nella prima parte del 2017.

Stati Uniti

La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC di settembre. Il documento dovrebbe
confermare l’ampia spaccatura nel Comitato che ha determinato la decisione di tassi fermi a
settembre con tre dissensi. Nei verbali si dovrebbe vedere un ampio gruppo favorevole a un
rialzo immediato, un gruppo numeroso di partecipanti favorevoli a un rialzo entro fine anno
ma in attesa di avere qualche informazione in più, oltre a un gruppo ridotto, favorevole a
mantenere i tassi a oltranza, fino alla realizzazione effettiva del rialzo dell’inflazione. I verbali
dovrebbero confermare un ampio consenso per un sentiero di tassi in aumento molto
graduale, soggetto all’evoluzione dei dati. In conclusione, il messaggio di probabile rialzo dei
tassi entro fine anno dovrebbe emergere chiaramente.

Giovedì 13 ottobre

Area euro

Germania. La stima finale dovrebbe confermare l’inflazione in aumento a 0,7% a/a da 0,4%
a/a sulla misura nazionale e a 0,5% a/a da 0,3% a/a sull’indice armonizzato. L’inflazione
tedesca dovrebbe tornare all’1,0% per dicembre, in larga misura su spinta di un effetto
statistico favorevole.

Stati Uniti

I prezzi all’import a settembre sono previsti in aumento di +0,3% m/m, con un contributo
positivo del petrolio. Al netto del petrolio, i prezzi dovrebbero aumentare di 0,2% m/m, con il
proseguimento degli effetti dell’indebolimento del dollaro visto nella prima metà dell’anno. I
rialzi dei prezzi all’import si tradurranno in un’ulteriore accelerazione della dinamica del CPI.

Venerdì 14 ottobre

Area euro

Area euro. Scade il termine per la presentazione dei Budget nazionali alla Commissione
Europea che dovrà esprimersi entro fine novembre, come disposto dalla procedura del Two
Pack. Riteniamo che l’approccio sarà di maggiore apertura come lo è stato già nel 2016 nei
confronti di Spagna, Portogallo e Italia, anche se la retorica rimarrà orientata al rispetto del
Patto di Stabilità. Ricordiamo che ad agosto scorso il Consiglio europeo ha votato contro
l’applicazione delle sanzioni nei confronti di Spagna e Portogallo e concesso flessibilità per lo
0,8% del PIL all’Italia.

Italia. Il Governo è atteso varare la Legge di Bilancio presumibilmente venerdì 14 o al massimo
sabato 15 ottobre. L’invio del Documento Programmatico di Bilancio alla Commissione UE
dovrebbe avvenire entro lunedì 17 mentre la scadenza per la presentazione del budget al
Parlamento nel suo articolato completo è giovedì 20. In base a quanto contenuto nella Nota di
Aggiornamento al DEF (nella versione con deficit al 2%), la manovra lorda dovrebbe aggirarsi
attorno a 24 miliardi e quella netta a 8,5 miliardi. Alla copertura delle clausole di salvaguardia
(almeno per il 2017) pari a oltre 15 miliardi si aggiungeranno misure espansive fra cui incentivi
agli investimenti, all’innovazione e all’ampliamento del capitale delle imprese (il cosiddetto
piano “Industria 4.0”), un ampliamento della detassazione dei salari di produttività e sgravi ai
lavoratori autonomi e alle piccole e medie imprese, il rinnovo del contratto degli statali, iniziative di sostegno alle famiglie più povere e interventi sul sistema pensionistico (pensioni
minime e flessibilità nei pensionamenti anticipati). Le coperture (per circa 9 miliardi)
dovrebbero venire per metà da interventi sulle entrate (riapertura della voluntary disclosure,
misure di lotta all’evasione e all’elusione, capitolo giochi) e per metà dalla cosiddetta “fase 3”
della spending review (risparmi amministrazioni centrali, riforma della PA con riordino delle
partecipate, ulteriori risparmi da centralizzazione degli acquisti, eventuale revisione del tetto
del Fondo Sanitario nazionale). La Legge di bilancio potrebbe anche includere gli interventi di
spesa per i capitoli terremoto e migranti, condizionati però alla concessione da parte della UE
di un deficit aggiuntivo pari allo 0,4% del PIL.

Italia. L’inflazione di settembre, in seconda lettura, dovrebbe essere confermata in territorio
positivo (per la prima volta dopo 7 mesi di calo), a +0,1% a/a. I prezzi al consumo sul mese
dovrebbero essere calati di due decimi sul NIC e viceversa saliti di 1,9% in base all’indice
armonizzato. Il calo dei prezzi nel mese (in base all’indice nazionale) era dovuto pressoché
esclusivamente a spese per il tempo libero e trasporti. L’effetto statistico sull’energia sta
venendo meno, questo è coerente con un’ulteriore risalita nei prossimi mesi, che pure sarà
assai lenta: stimiamo un CPI a 0,5% a fine anno e a 1% in media nel 2017.

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio a settembre sono previste in aumento di 0,6% m/m, dopo -0,3% m/m
ad agosto. A settembre si è registrato un ampio rimbalzo delle vendite di auto, che
dovrebbero contribuire positivamente alla variazione totale. Al netto delle auto le vendite sono
previste in aumento di 0,4% m/m, in parte spinto dall’incremento dei prezzi della benzina. Al
netto di auto e benzina la variazione dovrebbe essere di 0,2% m/m, con contributi positivi, ma
moderati, delle principali componenti.

Il PPI a settembre è atteso in rialzo di 0,3% m/m; l’indice core dovrebbe aumentare di 0,2%
m/m. L’indice al netto di alimentari, energia e commercio dovrebbe essere in rialzo di 0,1%
m/m. Il comparto del commercio, molto volatile, dovrebbe recuperare dopo due mesi deboli.
Nel comparto dei beni, si dovrebbe vedere un rialzo di 0,6% m/m, dovuto in gran parte al
rimbalzo della benzina, ma anche agli alimentari. Il trend di graduale rialzo dell’inflazione è
generalizzato a tutti gli indici (CPI, PPI, prezzi all’import) e proseguirà nei prossimi mesi.

La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a ottobre (prel.) dovrebbe aumentare
modestamente a 91,5 da 91,2 di settembre, mantenendosi su livelli elevati, all’interno
dell’intervallo compreso fra 90 e 95 visto nell’ultimo anno.

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