Mer 30 Novembre 2022 — 02:34

Lukoil Priolo: Urso convoca 7 banche (Messaggero)



Nuovo tentativo con gli istituti di credito per dare ossigeno al polo che dà lavoro a circa 10.000 addetti

Il pressing del governo avrebbe aperto un piccolo spiraglio sulla vicenda della Lukoil-Isab di Priolo, il maxi polo di raffinerie dove sono a rischio fino a 10.000 posti di lavoro per l’imminente entrata in vigore di un nuovo round di sanzioni Ue alla Russia.

Lukoil Priolo, banche convocate

Ieri pomeriggio dalla segreteria di Federico Eichberg, capo di gabinetto del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), sono partite le convocazioni per una riunione domattina con le grandi banche italiane, da coinvolgere in un’operazione di sistema da 650-700 milioni, necessari per traghettare più avanti le raffinerie si-
ciliane. Lo scrive oggi il quotidiano Il Messaggero, pur precisando che “la strada per uno sblocco resta accidentata”.

Al tavolo del ministero guidato da Adolfo Urso sono state invitate Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bpm, Mps, Cdp, Mcc, Sace.

Questa riunione, precisa la ricostruzione di stampa, nasce a valle del quadrangolare del 18 novembre fra
Mimit, Intesa Sp, Unicredit, Sace, nel quale i due grandi istituti avevano messo un paio di condizioni tassative per prendere in considerazione un finanziamento ad hoc: la prima è che l’operazione sia di sistema, coinvolgendo in pool le grandi banche; la seconda reputazionale da realizzare attraverso un term sheet (documento puntato che delinei i termini e le condizioni materiali di un potenziale accordo) che tuteli gli istituti dal punto di vista tecnico-legale dalle conseguenze delle sanzioni.

Sanzioni Ue

Tutti gli Stati europei possono importare greggio dalla Russia fino al 5 dicembre. La scadenza dunque si avvicina Ma le banche vogliono essere messe al riparo da rischi. Viene ricordato il precedente di Unicredit, cui nel 2019 fu inflitta una multa di circa 1 miliardo negli Stati Uniti per aver sostenuto le imprese italiane nei rapporti con l’Iran, paese sottoposto a sanzioni.

La riunione con le banche di venerdì mattina sul dossier Lukoil Priolo dovrebbe essere interlocutoria, stando a quanto riporta il Messaggero. E comunque gli istituti di credito avranno bisogno di tempo per l’istruttoria creditizia; poi ci sarà da mettere a punto la cintura di sicurezza legale per le protezioni dalle sanzioni “e non sarà una cosa agevole”. Una terza condizione è che Sace abbia la possibilità di fornire una garanzia sul finanziamento
del 100% e non limitata all’80%. Per estendere la rete di sicurezza, il governo sarebbe intenzionato a varare un decreto o uno strumento ad hoc che
permetta il paracadute completo.

Il prestito bancario secondo il giornale
romano viene considerato un rimedio provvisorio. Nel frattempo il governo dovrà adoperarsi con la Commissione europea affinché conceda la deroga rispetto all’inizio dei divieti e in parallelo costruire una soluzione definitiva per il complesso industriale siciliano dove operano due raffinerie, che producono il 25% del prodotto raffinato italiano, dando lavoro a 3 mila dipendenti, di cui un migliaio diretti, che diventano 10mila posti del polo industriale di Siracusa.

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