Lun 22 Aprile 2019 — 13:01

La Bce ottimista ma non troppo



Riviste marginalmente le stime di crescita e inflazione, ma il Pil frena nel secondo trimestre. Gli acquisti di corporate bond al via l’8 giugno

La Bce ha alzato leggermente (di un solo decimale) le stime di inflazione per il 2016, ma tiene alta la guardia, confermando che userà “ogni strumento disponibile all’interno del proprio mandato” per riportare i prezzi all’obiettivo vicino al 2% e per sostenere la crescita. Sono state alzate marginalmente anche le stime sul Pil, anche se la crescita nel secondo trimestre è vista frenare rispetto al primo. Lo ha spiegato il Governatore Mario Draghi al termine del meeting di giugno che si è svolto in trasferta a Vienna.

In particolare, lo staff della Bce ha alzato le stime di crescita per l’Eurozona nel 2016 a +1,6% (da +1,4%). Per il 2017 confermata la crescita a +1,7% mentre è stata limata a 1,7% da 1,8% precedente la previsione sul Pil per il 2018.

Migliora, seppure lievemente, la stima 2016 dell’inflazione. Lo stesso Draghi ha spiegato che a incidere è il rialzo delle quotazioni del petrolio. L’inflazione prevista nel 2016 sale allo 0,2%, dallo 0,1% e resta invariata nel 2017 all’1,3% e nel 2018, all’1,6%.

I tassi di interesse come ampiamente atteso sono rimasti fermi: il tasso principale resta al minimo storico dello 0%, quello sui depositi a -0,40% e quello di rifinanziamento marginale a 0,25%. Tassi che rimarranno “ai livelli attuali o più bassi per un periodo di tempo prolungato”, mentre il piano di acquisto di titoli pubblici e privati da 80 miliardi al mese “continuerà fino al marzo 2017”, come previsto, “o oltre, se necessario”.

Fissato inoltre il calendario delle nuove misure decise a marzo. L’Eurosistema avvierà gli acquisti di corporate bond l’8 giugno. Il 22 giugno scatterà la prima delle nuove operazioni di rifinanziamento Tltro (Targeted longer term refinancing operation).

Draghi ha spiegato che gli ultimi dati “indicano che l’economia ha continuato a crescere nel secondo trimestre dell’anno anche se, forse, a ritmi più lenti rispetto al primo”. I rischi per le prospettive di crescita dell’area dell’euro “rimangono orientati al ribasso” ma l’equilibrio dei rischi “è migliorato” grazie anche agli effetti della politica monetaria. I rischi al ribasso “continuano a riguardare gli sviluppi nell’economia globale, il prossimo referendum britannico e ad altri rischi geopolitici”. Sulla Brexit la Bce auspica che la Gran Bretagna rimanga nell’Unione europea ma “è pronta a ogni evenienza”.

“Come ci aspettavamo, la Bce ha mantenuto le sue attuali misure politiche e non ha offerto particolari novità nelle modalità di indirizzo politico futuro – commenta Tim Graf, Responsabile Macro Strategy per l’Europa di State Street Global Markets -. Dato che molti dei programmi annunciati devono essere ancora implementati e l’impatto delle misure politiche del passato è ancora da chiarire, abbiamo il sospetto che resterà ferma su innovazioni importanti per diversi mesi”.

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